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Pescara, 20/04/2026
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Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Più soldi allo staff di Mascia, ed è bufera. La giunta nel mirino dei dissidenti per una delibera che riassegna fondi per oltre mezzo milione.

Quarantamila euro in più al festival dannunziano, altri 70mila per il museo Colonna; 80mila per l'area antistante piazza Primo maggio (e si sfiorano i 300mila complessivi), e altri 200mila euro sotto una generica voce di "turismo". Per la maggioranza è una mera suddivisione di risorse finalizzata a migliorare gli obiettivi di alcuni capitoli di spesa. Per i dissidenti del centrodestra, leggi catoniani e teodoriani, è una vergognosa spartizione di una torta «sfruttata in parte per accontentare figure dello staff del sindaco». Il tutto senza il coinvolgimento di chi, nelle commissioni, avrebbe dovuto avere voce in capitolo sull'utilizzo di quei fondi.
L'ultima rissa nella maggioranza di Palazzo di città s'è consumata ieri intorno a un osso ghiotto da spolpare ovvero già spolpato. L'approvazione di una delibera di giunta (la 454 del 3 giugno), per una variazione di bilancio per più di mezzo milione, ha scatenato la veemente protesta di Nico Lerri, Livio Marinucci, Adele Caroli e di Massimiliano Pignoli, sempre più immersi nel ruolo di "sentinelle" a guardia della trasparenza nella gestione della cosa pubblica al Comune. E la delibera di giunta sotto esame, secondo loro, di trasparente ha ben poco.
Al vetriolo il loro comunicato congiunto sulla questione: «Per partite arretrate il Comune riceve dallo Stato 586mila euro e la giunta comunale di Albore Mascia che fa? Approva una variazione di bilancio distribuendo tale somma a una serie di voci tra le quali spiccano i 20mila euro in aggiunta allo staff del sindaco» denunciano con indignazione i dissidenti fuorusciti dal coro della coalizione. Secondo loro, un tale modo di fare rappresenta, da parte della giunta, «la prosecuzione di un atteggiamento arrogante che avrà adeguata risposta in consiglio comunale, quando la delibera sulla variazione di bilancio sarà portata all'approvazione».
Esterrefatto Nico Lerri che sbotta con una serie di contestazioni rivolte al sindaco e ai suoi fedelissimi: «Non ci ha fatto mettere bocca sugli appalti per la manutenzione del verde - dice lui che è presidente della commissione Ambiente -. Non ci mettono in condizione di lavorare come gruppo indipendente, essendo noi in attesa di un ufficio: va a finire che il telefono-fax lo comprerò io e poi mando lo scontrino a Mascia». Ma a rendere ancor più furioso Lerri come anche Caroli «è la continua assenza degli assessori in commissione, benché invitati disertano sistematicamente le sedute e spesso senza neppure giustificarsi». Pignoli aspetta Mascia al varco del consiglio comunale: «Per approvare la variazione di bilancio il sindaco avrà bisogno di 21 voti e noi non la voteremo, anzi: abbiamo già pronti centinaia di emendamenti». Sospiri prova a gettare acqua sul fuoco e a precisare che «i soldi per il museo Colonna saranno destinati a una mostra sui futuristi, preferita a una su Mafalda, per i 150 anni dell'unità d'Italia - ha spiegato -. Fondi allo staff del sindaco? Mascia ha uno staff ridotto all'osso e comunque tali risorse non sono destinate agli organi di direzione politica, o meglio non a Giuliano Grossi che per incompatibilità dovrà essere estromesso dallo staff. Si potrà dire che la ripartizione delle risorse è frutto di scelte opinabili, ma comunque legittime». Di certo in questo contesto burrascoso appare improbabile una ricucitura con gli ex alleati.

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