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Pescara, 09/05/2026
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Data: 24/09/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sant'Omero. Uno sciopero per salvare l'ospedale. La proposta arriva dal segretario provinciale della Cgil Di Odoardo

SANT'OMERO - E' stata una grande manifestazione. Un'intera vallata per salvare il suo ospedale, per avere servizi sanitari migliori. Insieme alla gente comune a Sant'Omero, ieri, c'erano sindaci ed altri amministratori, sindacalisti, autorità, a suggellare un evento "alto" a cui non si poteva proprio mancare. La manifestazione pacifica per la tutela dei diritti alla salute e la salvaguardia dell'ospedale "Val Vibrata" è riuscita bene, auspice il bel tempo, certo, ma soprattutto per l'impegno e il "cuore" che hanno messo nell'organizzare l'evento i componenti del comitato per la salute Val Vibrata, a partire dal presidente Alberto Pompizi, presente nonostante fosse influenzato. Tra i politici regionali era presente la segretaria dei Ds, Stefania Misticoni.
«Non basta ha detto Altobrando Chiarini, presidente dell'ex comitato di gestione che l'ospedale di Sant'Omero non chiuda, ma bisogna fare di tutto per potenziarlo con più personale e attrezzature adeguate. Prima di tutto, però, il manager revochi l'atto di accorpamento e ripristini i reparti». Il segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Di Odoardo, ha parlato di uno sciopero generale per la sanità, se le cose non dovessero andare per il verso giusto. «Si può far morire un ospedale in tanti modi sono parole di Di Odoardo anche non facendo funzionare i reparti. E, comunque, dico sì alla sanità pubblica a costo di tagliare sulla sanità privata». Aggiungendopoi : «Molinari che vuole fare? Tiri fuori un piano, un piano di rilancio, non solo di riorganizzazione».
Settimio Ferranti ha rilanciato i temi a lui cari, lavoro prima di tutto (16.000 disoccupati nella vallata) inducendo la platea a un minuto di (giusto) silenzio in ricordo di suor Leonella e Luca Coscioni. Gli organizzatori va detto hanno dato la parola soltanto ai politici che rappresentavano le istituzioni. Il presidente dell'Unione dei Comuni, Nilde Maloni, ha parlato dei risultati ottenuti con la mobilitazione: la non chiusura dell'ospedale e la richiesta (da formalizzare il 1° ottobre in sede regionale) che tutto dovrà tornare come prima a livello di reparti al "Val Vibrata", punto nascita compreso. Da potenziare: pronto soccorso e chirurgia. Perché, come si leggeva in alcuni cartelli, «il nostro gioiello (fra l'altro a norma) non si tocca».


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