L'AQUILA. Quindici giorni per riesaminare il caso-tasse. Quindici giorni per scongiurare una beffa per i terremotati. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, è riuscito a strappare un impegno al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Per ora è soltanto uno spiraglio.
Chiodi ha incontrato Tremonti in via Delle Stamperie, nella sede romana del ministero degli Affari regionali. Un colloquio durato poco meno di un'ora, dopo l'intercessione mattutina del premier Silvio Berlusconi (raggiunto telefonicamente). Il presidente della Regione ha portato nella capitale una serie di richieste per scongiurare o quantomeno arginare gli effetti congiunti che la ripresa della fiscalità e la manovra finanziaria correttiva potranno avere sul già fragile sistema economico dell'Abruzzo e più in particolare dell'Aquila. «Ho chiesto l'estensione della proroga della sospensione per il pagamento delle tasse a più categorie», evidenzia Chiodi. Al momento, la proroga al 15 dicembre è limitata ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese con un volume d'affari sotto i 200mila euro. Tutti gli altri torneranno a pagare le tasse dal primo luglio. Per le aziende dell'area del cratere, inoltre, il 16 giugno scadrà la prima delle 60 rate con cui dovranno essere restituiti contributi e tributi Inps e Inail.
Nella riunione di ieri, Chiodi ha chiesto al governo anche di rifinanziare l'articolo 7 dell'ordinanza relativa al Fondo emergenza in Abruzzo e di accelerare l'erogazione dei trasferimenti dei fondi già impegnati con le delibere Cipe 35 e 82 del 2009. Risorse, pari a circa 800 milioni di euro, necessarie per la ricostruzione e la ripresa economica dei territori danneggiati dal sisma. «Gli uffici del ministero», riprende il presidente della Regione, «avranno 15 giorni di tempo per giungere a soluzioni condivise non eccessivamente penalizzanti per l'Abruzzo e per l'area del cratere. I tecnici, come spiegato dal ministro, faranno i conteggi per verificare i margini di manovra. Aspetteremo la risposta. Ma già da martedì prossimo sarò nuovamente a Roma per fare pressioni sul governo, anche per quanto riguarda la manovra. Si sta giocando una partita troppo importante per la sopravvivenza del nostro territorio». Sul caso-tasse le polemiche non si placano. I tecnici del Senato, nel dossier del Servizio studi sulla manovra finanziaria, pongono degli interrogativi: «Con riferimento agli effetti finanziari della proroga al 15 dicembre 2010 degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi, da parte dei soggetti colpiti dal sisma, occorre sottolineare che la neutralità finanziaria, rispetto alla normativa vigente, implica necessariamente che il recupero delle somme in esame dovrà avvenire integralmente nel 2010. Infatti, solo in tale eventualità non si avranno effetti finanziari nel successivo anno 2011; tuttavia ciò è abbastanza inverosimile sia perché il termine finale della proroga è posto a ridosso della fine dell'anno 2010, sia perché per tali somme è già prevista, in mancanza di diversa indicazione, la dilazione in 60 rate mensili».