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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani: «Pagano soltanto i lavoratori». Dalla Cgil alla Uil-Scuola cresce l'opposizione.

SUZZARA. «Per forza Emma Marcegaglia dice che la manovra va bene, le imprese non la pagano, la pagano soltanto i lavoratori». E' la dura presa di posizione di un Guglielmo Epifani ormai strenuo oppositore della manovra insieme alla Cgil. Il leader sindacale ha quindi aggiunto che «gli altri paesi non fanno così, pagano anche i redditi più alti, non è possibile che un ricco possidente non paghi niente e un lavoratore paghi il costo del risanamento dei conti pubblici». Utilizzando un linguaggio di altri tempi - ha proseguito Epifani - questa manovra è una lotta di classe al contrario, dove i sacrifici li fa solo la povera gente e i ricchi non pagano. Dunque non c'è alternativa, secondo Epifani: «Cercheranno di spiegare - ha aggiunto - che la pagheranno soltanto i lavoratori pubblici che sono i più garantiti, ma bisogna dire che tra i lavoratori pubblici non ci sono solo i prefetti e i diplomatici, c'è anche il bidello della scuola che ha un reddito mensile di 1.200 euro e che gli tolgono 3 mila euro all'anno e se si taglia prima al pubblico, poi i tagli si faranno anche al privato, così se le donne del pubblico andranno in pensione a 65 anni, prima o poi l'età pensionabile salirà anche per il privato».
Ma non è solo la Cgil a fare opposizione alla manovra, anche se in forme diverse e più settorialei anche la UIl prende posizione contro la Finanziaria governativa. «Si avranno effetti per 37 anni dalle disposizioni contenute nella manovra per il personale della scuola», sostiene la Uil scuola spiegando che il blocco dei passaggi stipendiali (per il triennio 2010-2012 non viene riconosciuta giuridicamente l'anzianità di servizio maturata) comporterebbe per tutto il personale in servizio «lo slittamento di tre anni nella classe stipendiale successiva» con ripercussioni che si determinerebbero fino al 2050. L'analisi è del segretario generale, Massimo Di Menna, nel corso della direzione del sindacato che si è conclusa ieri, citando un passaggio della relazione tecnica allegata al decreto sulla manovra: «Si determinerebbero nell'arco di 37 anni, a decorrere dall'anno 2011, economie di spesa conseguenti allo slittamento dei tre anni». «Le economie stimate, scaturenti dallo sviluppo dei conseguenti effetti finanziari sull'intero arco temporale contrattualmente definito risulterebbero pari a 18.720 milioni di euro fino al triennio 2048-2050». L'altro elemento sottolineato dalla Uil è che le risorse (30% dei risparmi) non sono finalizzate alla valorizzazione del personale ma alle spese di funzionamento delle scuole e alle LSU. «E' vero che è una manovra necessaria, definita a livello europeo ma - ha ribadito Di Menna - in Germania, dove la manovra da 80 miliardi di euro copre quattro anni, il cancelliere Angela Merkel ha sottolineato, presentando i dettagli della manovra che'l'istruzione e la ricerca sono i pilastri per la futura sostenibilità della nostra società».

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