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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Favorì la Btp di Fusi»: indagato Denis Verdini. Il procuratore non si sbilancia: «No comment».

C'è un'inchiesta della Procura nazionale antimafia sulla ricostruzione dell'Aquila. Uno dei nomi finiti sul registro degli indagati è quello di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, già indagato per corruzione a Firenze (grandi eventi) e a Roma (business eolico). Il titolo del fascicolo è: "Infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione" ed è in mano a un pool di magistrati: Vincenzo Macri (coordinatore), Olga Capasso (delegata al collegamento con gli inquirenti aquilani) Alberto Cisterna e Gianfranco Donadio. Sull'indagine è intervenuto il procuratore capo dell'Aquila e responsabile della Direzione distrettuale antimafia, Alfredo Rossini, che ha messo subito le mani avanti con un secco: "No comment", sul coinvolgimento di Verdini. «Se avessi confermato questa notizia - ha detto - avrei commesso un reato: non l'ho fatto». «Mi sembra strano che ci si meravigli - ha continuato -: la Procura nazionale e quella distrettuale antimafia sono praticamente una sola parte e tra l'altro vanno ad agire su quelli che possono essere i risvolti mafiosi. Noi abbiamo una competenza territoriale e ci appoggiamo alla Procura nazionale sotto il profilo dei dati, degli archivi, di tutto quello che può interessare le altre procure distrettuali, dati che loro hanno a disposizione. È normale che quando si presentano certe situazioni lavoriamo entrambi, in qualche maniera facciamo le stesse cose». Rossini ha comunque ricordato che «quando ci furono i crolli, forse ricorderete che ho fatto delle dichiarazioni su quello che stavamo facendo perché ritenevo che fosse utile e necessario. In quella occasione, su mio invito, intervenne anche il procuratore nazionale antimafia dando un supporto sul profilo che noi ci aspettavamo. Nello stesso tempo il sostituto procuratore Olga Capasso sta facendo questi lavori in collaborazione stretta con questa Procura». «Non sono in grado di dare una risposta sul coinvolgimento dell'imprenditoria abruzzese, le indagini sono in corso, alla fine saprete tutto». Dall'inchiesta sui grandi eventi da parte della procura di Firenze che ha portato in carcere tra gli altri il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l'imprenditore Diego Anemone, e ha coinvolto il capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, è anche emerso il ruolo di Riccardo Fusi, patron della impresa Btp, che ha rapporti con imprenditori aquilani, tra cui il costruttore Ettore Barattelli, con i quali ha fondato il Consorzio Federico II. Una realtà imprenditoriale, quest'ultima, che nella ricostruzione ha preso appalti pubblici e privati. Ma su queste circostanze la procura di Firenze non ha mai emessi avvisi di garanzia sugli imprenditori aquilani, così come quella dell'Aquila, alla quale, su richiesta di Rossini, il procuratore di Firenze ha inviato gli atti. Rossini mantiene il più stretto riserbo su eventuali sviluppi in relazione a personaggi aquilani. «Tutto quello che riguarda le indagini che stiamo facendo è coperto dal segreto istruttorio e non possiamo rivelarlo, tutto è in corso, alla fine saprete. Stiamo facendo delle indagini a tutto campo e non possiamo escludere nulla - ha detto circa altre ipotesi di reato ed altri indagati per la ricostruzione all'Aquila nell'ambito dell'inchiesta della Procura nazionale Antimafia con quella distrettuale abruzzese - ci auguriamo di arrivare a dei risultati con la scoperta di fenomeni criminosi».

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