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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cgil: ripresa lenta e lo staff leasing non deve illudere.

Gli accenni di ripresa delle produzioni e fatturati non tamponano l'emorragia occupazionale, in Abruzzo e nella provincia di Pescara. E all'orizzonte sono previsti altri sacrifici di posti di lavoro. Paolo Castellucci, segretario Cgil Pescara, ribatte così alle ottimistiche previsioni arrivate due giorni fa dall'Unione Industriali. «Siamo un po' sorpresi dall'analisi dei dati sugli accenni di ripresa produttiva e dall'ottimismo che traspare dalle parole del dottor Di Giosaffatte sulle previsioni occupazionali nel 2010». Perché, di qui a settembre, la ripresa non toccherà tutti i settori e perché, anche dove c'è stata o ci sarà, non si tradurrà in un recupero di posti di lavoro. Anzi. «L'ultimo rapporto del Cresa, del primo trimestre di quest'anno sulle previsioni a 6 mesi -precisa Castellucci- ci evidenzia da un lato una ripresa che investe di più settori quali elettromeccanica-chimico-farmaceutica e tocca per il 50% solo le imprese con oltre 250 addetti; dall'altro ci fornisce un quadro drammatico dal punto di vista delle prospettive dell'occupazione». Anche nei settori in cui è prevista una maggiore crescita produttiva e di fatturato, il trend dell'occupazione è ancora in segno meno: nel chimico-farmaceutico, ad esempio, contro un +22% di produzione è previsto un -9,8% di occupati; nel metalmeccanico +12,2% di produzione ma occupazione in calo del 9,2%; così nei mezzi di trasporto, produzione in crescita del 10,5% mentre gli occupati scenderanno del 5,9%. Ancor peggio nel settore legno e mobili dove il -8,6% di produzione annuncia di far sprofondare l'occupazione al -27,6%. «E stiamo parlando di previsioni a sei mesi, in una regione che ha già perso più di 25mila posti di lavoro» avverte Castellucci. Così nella provincia di Pescara: già 7mila posti persi tra il 2004 e il 2007, la previsione per aprile-settembre 2010 è un calo di occupazione del 3,1%. Sì a un tavolo per individuare le strade della ripresa, ma non attraverso il ricorso allo staff leasing ovvero la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato: è la posizione della Cgil. «L'ipotesi del dottor Di Giosaffatte secondo cui strumenti come lo staff leasing (che la legge 247 del 2007 aveva abrogato e che questo Governo ha recuperato) possa essere la leva per produrre nuovi posti di lavoro è il modo peggiore per affrontare i nodi economici, produttivi ed occupazionali e per aprire un serio confronto sindacale, rispetto al quale non ci tiriamo indietro» conclude Castellucci.

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