Angela Baglioni a.baglioni@iltempo.it Spunta anche il caso Verdini nell'indagine della Procura dell'Aquila sugli interventi realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati per l'assegnazione di appalti alla Btp, l'azienda di Fusi, per quanto riguarda le opere della ricostruzione. Il fascicolo è quello relativo a «infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione» aperto alcuni mesi fa e che aveva portato all'esclusione dagli appalti di alcune aziende che non avevano la certitificazione antimafia in regola. Bocche cucite alla Procura dell'Aquila. Dopo che nella mattinata si erano sparse voci su presunte conferme circa la presenza di Verdini tra la rosa degli indagati il procuratore capo Alfredo Rossini ha smentito categoricamente questa circostanza. «Se avessi confermato questa notizia avrei commesso un reato: non l'ho fatto e pertanto confermo il no comment», ha detto. Rispondendo alle domande dei giornalisti ha detto che, tuttavia, non è escluso che le indagini possano coinvolgere l'imprenditoria locale. Il presidente del consorzio Federico II, Ettore Barattelli, replica affermando che «sono false le affermazioni ed i fatti pubblicati secondo i quali la Btp e il Federico II farebbero parte della cricca dell'Aquila». Barattelli bolla come «falsità» quelle che che vengono fuori periodicamente «soprattutto in relazione alla presunte raccomandazione del coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, sia sulla Btp sia sul Consorzio per lavori per la ricostruzione dell'Aquila».