Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.303



Data: 12/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Accordo separato per Pomigliano d'Arco. Massima flessibilità e straordinari obbligati Sacconi: è innovativo. La Fiat non ottiene la firma della Fiom. Landini: no a deroghe al contratto

ROMA. Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl hanno deciso di firmare il documento con la Fiat per Pomigliano d'Arco. La Fiom non ci sta e denuncia «il ricatto» del Lingotto annunciando lunedì un comitato centrale per decidere le azioni da intraprendere. Le 4 sigle che hanno aderito sottoporranno l'intesa a un referendum tra i propri iscritti.
L'accordo è stato raggiunto dopo una lunga trattativa condotta dalla Fiat con la minaccia di chiudere lo stabilimento, come ha ricordato l'ad Marchionne ieri a Venezia. In un primo momento tutti i sindacati avevano respinto il «prendere o lasciare» che il responsabile delle relazioni industriali della Fiat Rebaudengo aveva messo sul tavolo dell'incontro. Rebaudengo aveva anche ricordato che in caso contrario la produzione della nuova Panda sarebbe stata sottratta a Pomigliano e trasferita in Serbia o in Polonia.
I sindacati di categoria avevano chiesto «una trattativa vera», ricorda il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, «ma siamo contrari a deroghe a punti del contratto nazionale di lavoro». Perchè insieme a un profondo cambio dell'organizzazione del lavoro per la produzione di 300mila Panda (turni di sabato e domenica, straordinari), la Fiat vuole imporre misure antisciopero fino al licenziamento se il lavoratore incrocia le braccia durante lo straordinario comandato dall'azienda, ritiro di contributi e permessi sindacali durante le serrate, straordinari ordinati durante la pausa pranzo, il non pagamento delle giornate di malattia se l'assenteismo supera la media. Deroghe caldeggiate dal ministro del Welfare Sacconi che plaude all'intesa che «anticipa il nuovo Statuto dei lavori» e invita la Cgil a riflettere «sul proprio autoisolamento».
Al tavolo delle trattative l'azienda è rimasta sempre ferma sulle posizioni di partenza. Dopo tre ore di confronto e una sospensione, alla ripresa dell'incontro l'accelerazione è stata impressa dalla Fiat che tuttavia non gradisce un accordo senza la Fiom e avrebbe espresso riserve sugli investimenti da attuare senza la firma di tutti i sindacati.
Un'operaia dello stabilimento di Pomigliano, Anna Solimeno madre di 3 bambini, in risposta allo spot Fabbrica Italia della Fiat in onda sulle reti televisive nazionali ha scritto una lettera aperta alla più piccola delle sue bambine: «Quando mi chiederai di portarti al parco a giocare, al mare o semplicemente a fare una passeggiata o a mangiare un gelato, dovrò dirti di no perchè il mio lavoro non lo permetterà». L'operaia denuncia le condizioni di lavoro per raddoppiare la produzione: «Le sole cose che raddoppieranno saranno gli utili dei conti Fiat e il carico di lavoro di noi poveri operai e per me raddoppieranno le possibilità di ammalarmi».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it