«Il presidente della Regione è venuto a Roma, ha parlato con il presidente del Consiglio, con il ministro dell'Economia e anche con me: prima del 16 vi daremo qualche notizia». Gianni Letta, come di consueto, non si sbottona, nè sui tributi nè sulla dichiarazioni del premier sulla Protezione civile («Non è mio stile commentare»). Sulla vicenda della proroga della sospensione delle tasse la tensione sale giorno dopo giorno. Il forcing di Gianni Chiodi proseguirà anche all'inizio della prossima settimana, direttamente a Roma. Lo ha detto lui stesso ai manifestanti che hanno protestato durante l'inaugurazione della facciata di Collemaggio: «Tremonti - ha rivelato Chiodi - mi ha detto che abbiamo ancora quindici giorni di tempo, ha messo i tecnici a lavorare su un sistema di copertura. Non è detto che riusciremo a ottenere le nostre richieste, quelle del Consiglio comunale, però credo che riusciremo a smuovere qualcosa. Io martedì, mercoledì e giovedì sarò a Roma».
I comitati hanno chiesto equità di trattamento rispetto alle altre catastrofi. Il 16, cioè tra pochi giorni, scadranno però i termini per le imprese per il pagamento della prima rata dei contributi non versati. «A oggi - ha detto Chiodi - stando il decreto così com'è sappiamo qual è la situazione. Perciò mi piazzerò a Roma». Intanto tre consiglieri comunali (D'Eramo della Destra, Perilli del Prc e Mancini dell'Idv) hanno ipotizzato uno sciopero fiscale: «Se non saranno accettate le richieste approvate in Consiglio Comunale sarà sciopero fiscale. "Misure non eccessivamente penalizzanti": così è stato definito l'intervento che si appresta a fare il ministero delle Finanze dopo aver incontrato il governatore Chiodi. Quest'affermazione fa comprendere molto bene che nessuna delle richieste votate all'unanimità dal Consiglio Comunale è stata presa in considerazione».
Durissimo anche il nuovo attacco di Stefania Pezzopane, vice presidente del Consiglio provinciale: «Fino a oggi risposte non ci sono state e se le vorranno dare prima del 16 che sia un emendamento corposo e sostanziale che preveda un'ulteriore sospensione come avvenuto per Umbria, Marche, Molise, Alessandria. Basta con i pannicelli caldi e con le mancate risposte. A nessuno venga in mente di prenderci in giro ancora una volta». Anche il deputato Pd Giovanni Lolli ha chiesto «atti concreti e non soluzioni parziali». Il gruppo consiliare del partito alla Provincia di Pescara ha approvato anche una mozione.