Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.303



Data: 13/06/2010
Testata giornalistica: La Stampa
«Manovra, tutto sulle nostre spalle». A Roma la manifestazione della Cgil (Guarda il video)

In centomila contro una «manovra ingiusta, tutta sulle spalle dei lavoratori». Sono tante le persone, che secondo la Cgil hanno partecipato al corteo che questo pomeriggio ha sfilato per le strade della capitale, da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, per concludersi con l'intervento del segretario generale Guglielmo Epifani.

Una protesta colorata, ma non per questo poco combattiva, contro i tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici, ai contratti di lavoro, alle università e agli enti di ricerca. Mentre dal palco, allestito in una piazza del Popolo gremita di gente e bandiere, i vertici del sindacato annunciavano battaglia contro la manovra, migliaia di persone provenienti da tutta Italia marciavano nel centro di Roma, striscioni alla mano, gridando la loro rabbia contro «i tagli ingiusti di Tremonti e Berlusconi».

«Noi siamo quelli dei 1300 euro al mese, delle trasferte non pagate, degli straordinari non retribuiti - ha detto la responsabile della funzione pubblica Cgil, Rossana Dettori -, che nonostante tutto riescono ancora a garantire i diritti fondamentali dei cittadini. Eppure il governo è su di noi, e non sulla 'criccà, che vuole tagliare. La Cgil dice no». E i lavori statali, i pensionati e gli studenti scesi in piazza hanno fatto il resto portando le loro testimonianze di vita, ma anche manifestando in maniera creativa con concertini itineranti e partite di calcio improvvisate. «Da una parte abbiamo i tagli della riforma Gelmini che lascia a casa tanti precari e aumenta gli alunni per classe - afferma Sebastiano Milazzo di Reggio Emilia, sindacalista della scuola - ora la manovra Tremonti va ad aggravare la situazione con grosse ripercussioni su utenti e famiglie».

«Questa finanziaria - gli fa eco Peppe, un dipendente dei servizi di igiene ambientale venuto da Napoli - si abbatterà solo su di noi e sulle nostre famiglie. In un servizio essenziale in Campania come quello dei rifiuti ci stanno decurtando gli stipendi e hanno ridotto il personale». «Temo per il futuro mio e di mia moglie - aggiunge Aldo, uno statale in pensione di Torino -. Noi pensionati stentiamo già ad arrivare a fine mese. Le pensioni sono quelle che sono, l'euro ci ha rovinato e con questa manovra non sapremo proprio più a che santo votarci». E anche gli studenti hanno fatto sentire la loro voce, intervenendo al corteo a centinaia. «Al posto di tagliare sugli sprechi si taglia sull'università, su noi giovani e sul futuro del paese - spiega Elena Monticelli della Sapienza -. Dall'analisi della finanziaria si evince che i 400 milioni che dovevano essere restituiti all'università sono spariti. Questo vuol dire un aumento delle tasse per gli studenti, come sta avvenendo a Bari. E noi non possiamo accettarlo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it