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14/06/2010
Il Messaggero
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Crisi, Tremonti: finita l'epoca dei conflitti, la strada giusta è quella di Pomigliano. Bonanni: Cisl non è appiattita sul governo. |
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Epifani: manovra pesa su lavoratori e pensionati. non colpisce privilegi
«E' finita l'epoca del conflitto tra capitale e lavoro e tra questo conflitto e l'economia sociale di mercato, non ho dubbi: la via giusta è quella dell'economia sociale di mercato, che è la via di Pomigliano»: lo ha detto oggi il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, intervenendo alla festa nazionale della Cisl, a Levico Terme.
«Questo è un Paese che fa quattro chilometri di Gazzetta ufficiale l'anno, un chilometro quadrato di regole all'anno - ha detto Tremonti, riprendendo il tema della libertà d'impresa sui cui aveva focalizzato ieri l'attenzione - Abbiamo una quantità impressionante e crescente di regole, che hanno l'effetto di un blocco oltre il bisogno, di una ragnatela, che fa anche paura». Tremonti ha comunque sottolineando la presenza di un «labirinto di leggi» non solo in Italia, ma anche in Europa.
«Anch'io faccio mia la bella frase "uomini liberi e forti", ma a Tremonti dico che lo faccio ad una condizione: che sia aggiunta alla parola forti la parola giusti, perché a me non piacciono i forti con i deboli e i deboli con i forti». Lo ha detto Guglielmo Epifani, leader della Cgil, concludendo il suo intervento alla tavola rotonda della Cisl. Epifani ha così risposto al ministro dell'economia Tremonti.
La manovra pesa su lavoratori e pensionati e non colpisce il privilegio. Ma c'è di più: potrebbe non bastare, potrebbe essere necessaria una seconda manovra. Reduce dai 100.000 in piazza a Roma, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, a Levico Terme per la Festa della Cisl, conferma il suo no. E lo fa al ministro Giulio Tremonti stesso, anch'egli ospite del sindacato guidato da Raffaele Bonanni.
Se la bocciatura del leader Cgil è netta, sfumato è il giudizio di Bonanni, che parla di correzioni possibili e che si impenna solo di fronte a quelli che chiama «giochetti stupidi» fatti da «quelli che dicono che la Cisl è appiattita sulle posizioni governative». Come la Cgil. Tutti protagonisti una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche il vicepresidente della Confindustria, Alberto Bombassei, e il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. Prima delle parole del segretario della Cisl, Epifani (arrivato a Levico in compagna di Susanna Camusso) ha commentato l'affermazione del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, sul rischio che la manovra fiscale del Governo venga annacquata. «Il rischio c'è, nel senso ad esempio che i soldi che il Governo prevede rientreranno dalla lotta all'evasione fiscale sono tanti, 8 o 9 miliardi, e se non saranno così tanti, ci sarà bisogno di un'altra manovra». «La manovra - ha detto invece Bonanni - non tocca la spesa sociale e contiene segnali importanti, come quelli per il Sud. Poi ci sono punti che non ci piacciono affatto, come quello sulla scuola. La verità - ha continuato - è che in altri Paesi europei, come in Germania, hanno tagliato il salario e l'indennità di disoccupazione. È indispensabile, nei momenti di crisi, trovare soluzioni condivise e se troviamo una soluzione alla vicenda della scuola, riteniamo che la partita possa essere gestita con molta soddisfazione da parte nostra».
Meno ottimisti i toni di Enrico Letta. «Il Governo - ha dichiarato - ha mostrato un pò di timidezza o in alcuni casi è stato troppo pigro nel trovare soluzioni per reperire risorse. La manovra manca di equità e di spinta per la crescita e noi lavoriamo a questo. Ci sono molte modalità per trovare risorse e abbassare le tasse. Un esempio sono le privatizzazioni, un altro abolire le Prefetture, unificandole con le Questure». Tutti d'accordo sul fatto che serva la riforma fiscale. E in fretta. «Tutto sommato è già disegnata - ha detto Bonanni - ma la faremo davvero se tutti ci parteciperanno». Alleviare il peso del carico fiscale per lavoratori e pensionati è l'indicazione che, con qualche distinguo, accomuna tutti. «Il modello - ha detto Letta - dovrebbe essere quello della parabola dei talenti. Sotto la sabbia sono buttati e bisogna fare sì che il peso del fisco sia sulle rendite e non su chi produce». Il problema per Epifani è agire subito «altrimenti i lavoratori pagheranno più tasse, anche con la crisi e il drenaggio fiscale».
«Tremonti è bravissimo ad annunciare rivoluzioni copernicane poi puntualmente disattese. Il tremontismo, ormai lo sappiamo bene, è fatto di pubblicità ingannevole: agli effetti mirabolanti non seguono mai azioni concrete». A criticare il ministro dell'Economia è Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo Italia dei Valori alla Camera. «Questa sulla libertà d'impresa - osserva - è l'ennesima rivoluzione annunciata e poi mancata. Per sburocratizzare ed agevolare le imprese, per liberarle dai mille lacci e lacciuoli che le soffocano non servono azioni mirabolanti o annunci ingannevoli. Servono riforme semplici e chiare, come quella di Italia dei Valori di ?impresa a carte zerò cioè in un giorno».
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