Più che un intervento, quello di Carlo Masci sulla filovia è una manifesto politico sull'idea di città che ha l'assessore regionale al Bilancio nonché consigliere comunale. E questo alla vigilia dell'assise civica straordinaria che si svolge oggi alle ore 15. Masci toglie ogni speranza a Mario Sorgentone e agli altri componenti del comitato Strada-parco che da alcuni giorni hanno attuato lo sciopero della fame e a una parte del centrosinistra contraria alla filovia: «La scelta è stata fatta 15 anni fa, - attacca Masci - e sottolineo fatta perché si sono succedute alla guida della città, della Regione e della Gtm diverse guide politico-amministrative, ma non c'è mai stata una decisione diversa rispetto a quella iniziale dell'utilizzo dell'ex tracciato ferroviario come spazio dedicato al trasporto rapido di massa. E poi chi ha guidato la città per sei anni non ha prodotto progetti alternativi e credibili a quello originario. Allora basta con le demagogie, per questo mi aspetto che il Consiglio sostenga un progetto di cui Pescara ha assoluto bisogno per alleggerirla dall'assedio delle 120mila auto che ogni giorno entrano in città, la maggior parte proprio sull'asse longitudinale. L'obiettivo è creare una grande isola pedonale al servizio del centro commerciale naturale e, dovunque sia possibile, spazi liberi dalle auto. Le proposte degli anni scorsi non erano concrete e anziché risolvere i problemi ne creavano altri: prima viale Bovio (immaginate la filovia su quella strada già terribilmente intasata), adesso via Caravaggio (pensate a come si ridurrebbe drasticamente lo spazio carrabile di quell'asse proprio perché più esterno rispetto agli altri, dedicato al trasporto privato a motore)». Il leader di Pescara Futura chiude con la parte più strettamente politica del suo intervento, che contiene anche un chiaro monito al sindaco e a tutta la maggioranza sul rispetto dei patti di coalizione: «Nel programma del sindaco Mascia - ricorda infatti Masci - c'è scritto chiaramente che la filovia sull'ex tracciato ferroviario sarà la spina dorsale di una nuova mobilità per una città più vivibile. Dobbiamo avere la capacità di immaginare una città diversa: completare la grande isola pedonale del centro, proseguendo quel percorso di riqualificazione iniziato nel 2001, intervenendo su via Firenze, via Battisti, via Mazzini. Dovremo eliminare, come promesso dal sindaco Mascia, i parcheggi delle auto dai marciapiedi della riviera e dalle aree pedonali (piazza Sacro Cuore e via Piave). Dovremo realizzare, una volta per tutte, i necessari parcheggi sotterranei nelle vicinanze delle golene e delle riviere, in modo da liberare dalle auto le aree di maggior pregio in prossimità del fiume, della spiaggia e del mare, valorizzando le loro principali funzioni di spazi turistici e del tempo libero ed esaltandone le qualità ambientali». E poi esalta le potenzialità del dalfonsiano Ponte del mare, una chiusa che farà venire l'orticaria a qualcuno: «In questo percorso c'è anche la valorizzazione del Ponte del mare, con il suo inserimento in un contesto adeguato alla sua forte caratterizzazione, e dell'ex mercato ortofrutticolo, snodo nevralgico del futuro "water front" di Pescara».