PESCARA - «Nel riservarmi di integrare con altra documentazione più dettagliata l'attività svolta dalla Regione per il risanamento della spesa sanitaria, posso dire che le inadempienze e le irregolarità commesse dalla precedente Giunta regionale hanno avuto paradossalmente un merito: quello di innescare il commissariamento della sanità abruzzese e quindi l'avvio di un percorso obbligato di risanamento».
A parlare è l'attuale governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi: siamo al 10 marzo scorso quando il presidente si presenta nello studio del procuratore Nicola Trifuoggi dove ci sono anche i suoi due sostituti che fanno parte del pool, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.
Si presenta con una sorta di memorandum per non dimenticare nulla contro il suo predecessore che guidava una giunta di centrosinistra. «Quel risanamento - prosegue Chiodi - è in corso di attuazione e si sta fondando, tra l'altro, sul controllo centralizzato, attraverso la commissione ispettiva permanente, delle inappropriatezze delle prestazioni rese da strutture private dal 2005 in poi. La commissione ispettiva era stata in realtà istituita dalla Giunta precedente, ma non aveva mai portato a compimento il proprio lavoro di controllo. Altro provvedimento adottato che porterà certamente benefici è quello di fissare tempestivamente i tetti di spesa per ciascuna struttura a inizio anno e non, come in precedenza accadeva, a fine anno, ritardi che hanno visto vulnerate in sede di Tar le delibere che avevano fissato i tetti. Infatti i ricorsi sono stati accolti dal Tar, che ha fondato la sua decisione proprio sulla non tempestività della fissazione dei tetti di spesa».
Chiodi va dunque giù duro contro Del Turco e la sua giunta e si arrischia ad un commento sui motivi del dissesto.
«A mio parere il motivo principale del grave dissesto della sanità abruzzese è che non si è mai fatta una programmazione sanitaria che tenesse conto del reale fabbisogno di sanità degli abruzzesi e questo ha determinato una situazione insostenibile dal punto di vista dei costi e ha determinato anche una riduzione qualitativa dell'offerta sanitaria. Posso dire che abbiamo preso atto della grave inadeguatezza delle strutture dell'Agenzia sanitaria regionale e della Direzione Sanità, e pertanto ci siamo rivolti, per predisporre uno studio e una programmazione adeguata, all'Agenzia sanitaria nazionale».
Un verbale che da ieri farà parte del processo a carico di Del Turco e company.
E sulla questione tecnica si è addentrato il sostituto Giuseppe Bellelli nella sua parte iniziale di intervento che proseguirà lunedì prossimo. Lo ha fatto dopo che il procuratore Trifuoggi aveva descritto le due associazioni per delinquere che costituiscono l'intelaiatura dell'accusa: quella del centrodestra dove Angelini figura quale corruttore e ne fa parte integrante, quella dic entrosinistra dove Angelini è vittima, concusso dagli uomini di Del Turco. Secondo Trifuoggi la giunta guidata da Giovanni Pace era più compatta nello sperperare il denaro pubblico, con al vertice il parlamentare Sabatino Aracu. E a questo riguardo sottolinea anche quel pranzo in quel ristorante romano dove ospite era l''assessore regionale alla sanità dell'epoca, Vito Domenici, anche lui sul banco degli imputati. Un pranzo che sarebbe servito per stilare un "bilancio": i soldi che avrebbero dovuto chiedere, quali tangenti, ai vari imprenditori e al numero uno della sanità abruzzese, Angelini. La giunta Del Turco, invece, secondo l'accusa sarebbe stata costretta a muoversi con più fatica per lo stretto controllo del Pd e di Rifondazione Comunista: si sarebbero mossi con più difficoltà, ma con più potere ricattatorio contro Angelini.Dopo Trifuoggi a prendere la parola è stato come detto il Pm Bellelli che è entrato nel merito della prima cartolarizzazione, ripercorrendo in linea di massima quanto scritto nei capi di imputazione relativi. Lunedì prossimo inizierà il suo intervento il collega Di Florio, poi, se ci sarà tempo, inzierranno a parlare le parti civili.