Il comitato centrale boccia l'accordo separato sul sito campano e allunga a 8 ore lo sciopero generale del 25 giugno. Chiede all'azienda di applicare il contratto nazionale. Landini: "Impossibile firmare, viola contratti e Costituzione". No al referendum
foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
La Fiom dice no all'accordo separato su Pomigliano d'Arco. E' quanto emerge al termine del comitato centrale di oggi, lunedì 14 giugno. I metalmeccanici bocciano l'intesa firmata da Fiat, Fim e Uilm, come annuncia il segretario generale, Maurizio Landini: "Se la Fiat mantiene la proposta, per la Fiom è impossibile firmarla". Inaccettabile sottoscrivere un testo che "contiene elementi di immobilità" e viola "i contratti nazionali e la Costituzione". Le tute blu della Cgil allungano a 8 ore lo sciopero generale di venerdì 25 giugno - inizialmente 4 ore -, proprio per protestare contro l'accordo. Domani 15 giugno saranno al tavolo convocato dalla Fiat (a Roma in Confindustria, ore 14), ma solo per conoscenza.
"Il comitato centrale all'unanimità avanza una proposta - aggiunge Landini -: chiede a Fiat di applicare il contratto nazionale di lavoro". No anche all'ipotesi di interpellare i lavoratori su questo documento: "Se qualcuno pensa di fare un referendum, diciamo che non è possibile sottoporre al voto la deroga a diritti indisponibili".
La Fiom non si è divisa nel giudicare l'accordo. Lo assicura il segretario nazionale, Fausto Durante, a margine della riunione. "Non è oggi il giorno in cui si spacca la Fiom - sostiene -, come alcuni avevano preconizzato. La Fiom mantiene un'assoluta compattezza, pensiamo che la Fiat stia sbagliando a mettere nel negoziato elementi che non hanno nulla a cui vedere con la produttività. Rimuovere dal campo questi elementi impropri è la condizione per trovare un accordo".
LA GIORNATA. La prima bocciatura è arrivata dalla Fiom di Pomigliano. Andrea Amendola, membro della segreteria provinciale, ha parlato con le Rsu Fiom dello stabilimento, iscritti e simpatizzanti, annunciando poi il giudizio negativo. "Abbiamo delineato le cose da fare - ha dichiarato - e adesso mi recherò a Roma per il comitato centrale per portare anche la posizione dei lavoratori iscritti al sindacato, che propendono per un no all'accordo con l'azienda. Naturalmente sarà poi il comitato centrale a prendere la decisione finale".
Landini ha incontrato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, poco prima del comitato. Al centro della riunione proprio la situazione dello stabilimento campano, in attesa del responso che è stato negativo.
La segreteria della Cgil ha quindi diramato una nota in cui sottolinea che la clausola sullo sciopero è illegittima, invitando la Fiat a fare un passo indietro (leggi la nota)
Angeletti, è spartiacque relazioni
Nel frattempo i rappresentanti delle parti sociali hanno continuato a intervenire. "L'accordo di Pomigliano costituisce una vicenda spartiacque nel sistema delle relazioni sindacali, destinato, qualunque sia l'epilogo, ad un cambiamento definitivo. L'era dell'antagonismo è finita". Lo afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Questo accordo dimostra che, in Italia e in Europa, può ancora vivere un forte apparato industriale: senza un sistema di relazioni sindacali antagoniste, la globalizzazione potrà non essere più sinonimo di deindustrializzazione".
Marcegaglia, la Fiom ci ripensi
"Auspico che la Fiom rifletta e cambi idea su Pomigliano d'Arco". Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo all'assemblea annuale di Assolombarda. "Come si fa - aggiunge - a bloccare un investimento di 700 milioni di euro per tutelare assenteisti, bisogna guardare avanti e non far finta di non vedere, bisogna guardare al futuro di 5mila lavoratori più altri 10mila dell'indotto".