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Data: 15/06/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Sulla filovia molte idee ma confuse. Proteste in aula del comitato, fischi per Masci, Di Biase sospende la riunione

Nel consiglio comunale straordinario il progetto alternativo che prescinde dalla strada parco non è stato bocciato

Battaglia in aula sulla filovia, apparantemente senza risultati, in realtà con una notizia: la proposta di Mario Sorgentone, leader del comitato Strada-parco, di studiare un percorso alternativo, non è stata bocciata. Tecnicamente, il Consiglio comunale, convocato ieri in seduta straordinaria, non è entrata nel merito della "delibera" di Sorgentone perché si è discusso a lungo del parere tecnico dell'architetto Fabrizio Trisi. Questi ha valutato negativamente il progetto alternativo illustrato da Sorgentone (filovia su via Caravaggio e via Ferrari), motivandolo col fatto che "il filobus non può fare il porta a porta su un asse viario così abitato". E Trisi s'è beccato la scontata reprimenda di Camillo D'Angelo: «L'architetto Trisi l'ha detto in buona fede, ma il porta a porta si fa per la raccolta differenziata, non per le persone». In sala consiliare, Sorgentone non era solo, insieme a lui c'erano un centinaio di residenti e le tre donne che, in rappresentanza di tutte le altre, stanno facendo lo sciopero della fame da cinque giorni. Quando ha preso la parola Carlo Masci «Parlo a nome di tutta la città», quelli del comitato se lo volevano mangiare: urla, grida, il sibilo dei fischietti e qualche striscione, al punto che il presidente dell'assise Licio Di Biase ha preso cappello e ha fatto sospendere la riunione. Di nuovo vibranti proteste, finché Masci ha potuto riprendere il filo del discorso, ribadendo che «la città ha bisogno di un progetto complessivo sulla mobilità e la filovia rientra a pieno titolo in questo discorso». Prima che conferenza dei capigruppo decidesse di aggiornare la discussione, chiedendo un approfondimento sulla proposta di Sorgentone, il leader della protesta anti-filovia ha concluso: «Non siamo contro la filovia, ma siamo a favore di un percorso alternativo, non impattante sulla vivibilità cittadina e che salvi il patrimonio della strada-parco»

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