Nel consiglio comunale straordinario il progetto alternativo che prescinde dalla strada parco non è stato bocciato
Battaglia in aula sulla filovia, apparantemente senza risultati, in realtà con una notizia: la proposta di Mario Sorgentone, leader del comitato Strada-parco, di studiare un percorso alternativo, non è stata bocciata. Tecnicamente, il Consiglio comunale, convocato ieri in seduta straordinaria, non è entrata nel merito della "delibera" di Sorgentone perché si è discusso a lungo del parere tecnico dell'architetto Fabrizio Trisi. Questi ha valutato negativamente il progetto alternativo illustrato da Sorgentone (filovia su via Caravaggio e via Ferrari), motivandolo col fatto che "il filobus non può fare il porta a porta su un asse viario così abitato". E Trisi s'è beccato la scontata reprimenda di Camillo D'Angelo: «L'architetto Trisi l'ha detto in buona fede, ma il porta a porta si fa per la raccolta differenziata, non per le persone». In sala consiliare, Sorgentone non era solo, insieme a lui c'erano un centinaio di residenti e le tre donne che, in rappresentanza di tutte le altre, stanno facendo lo sciopero della fame da cinque giorni. Quando ha preso la parola Carlo Masci «Parlo a nome di tutta la città», quelli del comitato se lo volevano mangiare: urla, grida, il sibilo dei fischietti e qualche striscione, al punto che il presidente dell'assise Licio Di Biase ha preso cappello e ha fatto sospendere la riunione. Di nuovo vibranti proteste, finché Masci ha potuto riprendere il filo del discorso, ribadendo che «la città ha bisogno di un progetto complessivo sulla mobilità e la filovia rientra a pieno titolo in questo discorso». Prima che conferenza dei capigruppo decidesse di aggiornare la discussione, chiedendo un approfondimento sulla proposta di Sorgentone, il leader della protesta anti-filovia ha concluso: «Non siamo contro la filovia, ma siamo a favore di un percorso alternativo, non impattante sulla vivibilità cittadina e che salvi il patrimonio della strada-parco»