LANCIANO - Punta su Bologna, il treno della Sangritana. Il progetto è già bene avviato, ma viene tenuto sotto traccia «perché, a differenza dei miei predecessori, - dice il presidente Pasquale Di Nardo- io non sono innamorato delle conferenze stampa: in un anno che sono qui, neppure una, come voi giornalisti sapete bene. Ma è vero, con i nostri treni, vogliamo collegare l'Abruzzo alla stazione di Bologna, snodo ferroviario tra i più importanti d'Italia». Adesso sono i bus della Sangritana che, tre volte alla settimana, raggiungono Bologna, ma farlo con i treni è tutt'altra storia. «Con i bus -si dice in Sangritana, con un pizzico d'orgoglio aziendale- può farlo qualsiasi ditta del settore. Con i treni, in Abruzzo, possiamo farlo solo noi». Di Nardo e i suoi collaboratori, per questo salto di qualità, si sono dati pure una scadenza temporale: primo "viaggio" entro settembre. «Trenitalia -spiega Di Nardo- sta rivedendo i propri servizi. Ad esempio, per l'Abruzzo, l'Eurostar non ferma più né a Vasto né a Giulianova, penalizzando il nostro territorio. Noi vogliamo inserirci in questo "vuoto", tanto che il nostro treno partirà proprio da Vasto e, oltre che a Pescara, fermerà anche a Ortona e Giulianova: contiamo di arrivare a Bologna in meno di quattro ore». Il problema più difficile da affrontare è quello dell'orario, trovare un "buco" dove inserirsi e poter filare dritti verso Bologna. «E' vero -ammette Di Nardo-: la Sangritana dispone sia di treni dotati della certificazione per viaggiare sulle Ferrovie dello Stato che di macchinisti con le necessarie qualifiche. Ma trovare un orario "buono", che non imponga fermate per dare precedenze, non è facile. Proprio su questo fronte stiamo lavorando, una soluzione ottimale si troverà». Adesso, a parte l'attività di trasporto merci in varie aree industriali, la Sangritana non è che abbia molti di chilometri di ferrovia per il trasporto passeggeri. «E' un aspetto che vogliamo cambiare -assicura Di Nardo-, ci stiamo impegnando per riattivare le vecchie linee del territorio interno e ripristinare in tempi brevissimi il "Treno della Valle". E non a caso, abbiamo deciso di non smantellare l'ex tracciato Lanciano-San Vito, nonostante l'entrata in funzione della nuova tratta. Forse ne faremo una metropolitana di superficie, ma in ogni caso la linea resterà legata alla sua funzione originaria di "via" di trasporto senza inquinamento».