| |
|
| |
Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.303
|
|
|
|
|
|
|
16/06/2010
Il Messaggero
|
«Per i giovani è emergenza pensione» Il presidente Covip, l'autorità che vigila sui fondi integrativi, chiede il "silenzio assenso" per l'adesione
|
|
Finocchiaro: previdenza complementare anche per il pubblico impiego
ROMA «La previdenza complementare non è più una scelta, ma è una necessità», dice il presidente Antonio Finocchiaro. Ricorrere ad una forma di integrazione previdenziale «è diventata una necessità anche per i dipendenti pubblici». All'assemblea annuale della Covip, l'autorità che vigila sulla previdenza integrativa, Finocchiaro lancia un vero e proprio allarme sulla situazione nella quale verranno a trovarsi i giovani di oggi. «Per molti i 40 anni di contributi possono divenire una condizione irraggiungibile. Senza certezza e continuità lavorative, con basse retribuzioni, talvolta demansionati e sottoinquadrati, essi non hanno risorse da accantonare per l'anzianità». C'è «l'esigenza di evitare discontinuità contributive». Finocchiaro sollecita «le istituzioni e le parti sociali» a trovare il modo di risolvere il problema. I numeri spiegano bene la situazione. Nel 2009, al netto delle uscite, le nuove adesioni sono aumentate solo del 4,2% (320 mila lavoratori in più) che hanno portato a 5,1 milioni il totale degli iscritti alla previdenza integrativa. Ma per le ricadute della crisi soprattutto sul lavoro autonomo, e per «le inadempienze contributive da parte dei datori di lavoro», ben 700 mila iscritti non hanno versato alcun contributo, e 140 mila hanno versato meno di 100 euro. In questo quadro l'esigenza di «un'alfabetizzazione previdenziale», come l'ha definita Finocchiaro, è diventata una priorità. Bisogna fornire ai giovani le informazioni necessarie per pianificare il loro futuro previdenziale. E servono più risorse. La Covip continua a chiedere un alleggerimento del carico fiscale che grava sulla previdenza complementare. E sollecita l'indicizzazione dell'attuale limite alla deducibilità dei contributi che è stato fissato ben dieci anni fa, nel 2000. In considerazione del fatto che «i costi sociali di una insufficiente accumulazione di capitali per la vecchiaia possono essere molto elevati», la Covip chiede anche alle parti sociali di cambiare il sistema di adesione alla previdenza complementare, che permette «profili di flessibilità forse eccessivi». L'idea è che introducendo il principio del "silenzio assenso" per l'iscrizione, le adesioni ai fondi aumenterebbero. Alla fine del 2009 i fondi pensione erano 581. «Troppi in un mercato delle dimensioni di quello italiano», dice Finocchiaro chiarendo che «i progetti di aggregazione in corso trovano il convinto sostegno della Covip». Dalle ispezioni condotte è emerso che la governance dei fondi è migliorabile. L'autorithy ha spesso riscontrato «l'assenza di una chiara distinzione tra organi del fondo e aziende istitutrici». E organi di amministrazione e controllo così "pesanti", che con «un contenimento della loro dimensione» funzionerebbero meglio. Questo spiega anche perché nonostante la crisi degli ultimi anni abbia spinto molti fondi a limare i costi, «esistono ancora- ha detto Finocchiaro- cospicui margini di riduzione». La Covip è vigilata dalle Attività produttive. Ieri all'assemblea il ministro Maurizio Sacconi ha sottolineato come il nostro sistema pensionistico integrativo abbia «retto bene alle perdite del 2008, ampiamente recuperate». E ha sostenuto che «il federalismo fiscale è un'opportunità di sviluppo per la previdenza complementare che è materia di competenza legislativa concorrente fra Stato e Regioni». In Trentino, Veneto e Valle d'Aosta, dove sono attivi fondi pensione territoriali «i tassi di adesione sono alti».
|
|
|
|
|