Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.354



Data: 17/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ventimila persone in marcia: occupata l'autostrada per Roma. Sindaci e parlamentari "forzano" il posto di blocco della Polizia tra gli applausi

Uniti, stretti sotto braccio, come mai prima d'ora era accaduto. Sindaci e parlamentari, di ogni colore politico, hanno varcato per primi il casello autostradale L'Aquila Ovest, al grido di «L'Aquila, L'Aquila!». Dietro di loro un fiume umano, forse ventimila persone (per la Questura sono dodicimila) che hanno "marciato" tre ore per le vie della città per lanciare un gigantesco "Sos", riprodotto sul maxi striscione che ha aperto il corteo: sospensione delle tasse, sostegno all'economia, occupazione. L'Aquila lancia così il suo grido orgoglioso, non convinta dalle rassicurazioni del Governo sull'ennesima proroga dei benefici fiscali: una manifestazione imponente, dignitosa, corretta ma ferma, che conosce pochi precedenti nella storia della città. C'erano tutti: i sindaci, appunto (Cialente è stato l'unico a sfilare con la fascia tricolore in mano, in segno di protesta), ma anche parlamentari, il presidente della Provincia, assessori, consiglieri, sindacalisti, i vertici Carispaq, le associazioni di categoria, i comitati spontanei. E soprattutto tanta, tantissima gente.
Il corteo muove i primi passi alle 16, dalla Villa Comunale, sotto un sole cocente. Sventolano solo vessilli neroverdi, nessuna bandiera politica. Prima di partire Cialente attacca: «Da soli non ce la possiamo proprio fare -: la grande preoccupazione è quella di ritrovarci a gennaio a dover pagare tasse vecchie e nuove senza avere alcuna garanzia sulla ripartenza del sistema economico». Ci sono decine di striscioni: quello gigantesco, con il grande Sos, apre il serpentone. Ma ci sono anche scritte polemiche e attacchi ai politici: "Nessuna prospettiva, solo spigoli vivi", "Proroga della pazienza, deroga dell'intelligenza", "308 aspettano giustizia, 16 mila senza lavoro, 100 mila rivogliono la loro città: benvenuti nel cratere, benvenuti in Italia", "Sciacalli andate via" e "Mai più affari con i nostri morti".
Dietro i rappresentanti dell'assemblea permanente di piazza Duomo sfilano oltre quaranta gonfaloni delle amministrazioni. Il primo è quello del Comune dell'Aquila. La "lunghezza" del corteo fa impressione: quando i primi manifestanti sono arrivati alla Fontana Luminosa, gli ultimi devono ancora partire dalla Villa comunale. Tanti attendono il passaggio ai lati della strada, poi si accodano. Ci sono bambini che espongono striscioni e c'è anche chi suona le vuvuzelas, le trombette dei mondiali di calcio in Sudafrica. Gli altoparlanti suonano una singolare "taranta" costruita sulle parole di Buccio di Ranallo. Antonio Del Corvo sottolinea l'unità della manifestazione: «Oggi non esiste né destra né sinistra, ma solo la condivisione di un obiettivo comune. Sulle tasse abbiamo altri sei mesi di tempo per lavorare, ma sono contento che il Governo abbia trovato una strada per erogare 800 milioni di euro per la ricostruzione». Nella seconda parte del serpentone ci sono i coloratissimi ragazzi dei comitati. Durante il tragitto Cialente si sfoga: «C'è stato un progressivo asciugarsi del rivolo. La stessa Protezione Civile ha lasciato debiti». Il Dipartimento in serata risponde: «Non c'è nessun debito». Intorno alle 18,30 la protesta entra nel vivo. Al grido di "Tremonti, Tremonti ora facciamo i conti" i manifestanti invadono la strada d'accesso al casello dell'Aquila Ovest. In testa, tra gli applausi, si mettono i sindaci e i parlamentari. La Polizia, sapientemente, oppone una strenua resistenza. Il "blocco" viene forzato. Al bivio la gente grida "Roma, Roma!". La "marcia", così, prosegue fino alla carreggiata -bloccata già da tempo al traffico-, che intorno alle 19 viene letteralmente invasa. Il sindaco, sulle rampe dell'A24, sale su un camioncino e improvvisa un comizio: «Non stiamo chiedendo nulla, ma rivendicando i nostri diritti». Il corteo si chiude sulle note di Bella Ciao. Alla spicciolata i manifestanti fanno marcia indietro nel giorno più carico di passione che L'Aquila ha conosciuto dopo la tragedia.


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it