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Pescara, 22/04/2026
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Data: 17/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Intervista a Maurizio Landini - «Se passano qui è finita». Il segretario della Fiom sa che alla fine perderà ma denuncia il ricatto

Landini: altro che lavoro, vogliono stracciare il contratto

Come va? Bene...I lavoratori sono ancora in assemblea». Maurizio Landini risponde al telefono da Pomigliano d'Arco. Da poche settimane ha ereditato il timone della Fiom. Dentro la fabbrica ci si divide sulla proposta formulata dalla Fiat che la Fiom ha subito ritenuto innaccettabile. Landini lo sa che alla fine, la posizione della Fiom uscirà sconfitta.
«Perché siamo di fronte a un ricatto. Perché io capisco i lavoratori che oggi sono stati messi con le spalle al muro, ma proprio per questo sono più convinto che mai che la nostra posizione sia quella giusta». Ma ugualmente rivendica la giustezza delle posizioni del sindacato metalmeccanici della Cgil.
Voi siete quelli del no a priori, dicono...
«E' falso. E lo dimostra la proposta che abbiamo messo sul tavolo. Una proposta che costituisce un grande sacrificio per i lavoratori: non c'è nessuna fabbrica in Italia che oggi faccia 18 turni di lavoro, con i lavoratori pronti ad accollarsi 40 ore di straordinario. E questo per garantire quello che la Fiat ha chiesto, ovvero la produzione di 200mila macchine. Ecco cosa avevamo proposto, consapevoli del sacrificio che questo comportava per i lavoratori. Ma la Fiat ha detto no. E allora la domanda è un'altra...».
Ovvero?
«Cosa vuole davvero la controparte? A loro non interessa la produzione, interessa derogare al contratto nazionale, perché è questo il succo dell'accordo tra la Fiat e le altre organizzazioni sindacali. Prendiamo ad esempio la clausola sul diritto di sciopero. Lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione e invece viene addirittura prevista la possibilità che il lavoratore che vi aderisce possa essere sanzionato».
Si dice che è l'unico modo per salvare 15mila posti di lavoro...
«E noi abbiamo dimostrato che non è così, non è questa l'unica strada. La nostra proposta salvava i posti di lavoro nel rispetto del contratto nazionale. E' evidente che si rompe questo fronte, le aziende potranno fare qualunque cosa ai lavoratori».
C'è chi dice che se a Pomigliamo chiude la Fiat, arriva la mafia...
«Mi pare che a Pomigliano esistano già entrambe le cose. Eppoi proprio oggi la Fiat chiude Termini Imerese: duemila posti di lavoro in fumo o, magari, duemila persone in mano alla mafia...».
La Fiom uscirà sconfitta dal referendum...
«Ai lavoratori non si può chiedere di scegliere tra il posto di lavoro e niente. Non è un referendum legittimo. E' chiaro che i lavoratori sceglieranno ciò che oggi garantisce loro il posto di lavoro, ma loro lo sanno che la Fiom in questi anni si è sempre battuta per la loro difesa e sono con noi, comunque».
Il Pd ha dato il proprio via libera all'intesa, a patto che resti un'eccezione...
«Non sta a me giudicare le posizioni politiche di un partito. Certo, sarebbe ora che tutte le forze politiche di sinistra cominciassero a interrogarsi seriamente sul perché gli operai votano sempre meno da quella parte».

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