| |
|
| |
Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.354
|
|
|
|
|
|
|
17/06/2010
Il Messaggero
|
Porto, aeroporto, ex Cofa: grandi opere alla paralisi. Progetti bloccati, colpa di inefficienze e burocrazia
|
|
L'analisi delle "promozioni mancate" di Pescara non può prescindere dalle infrastrutture: porto, aeroporto ed ex Cofa su tutte. Su questi fronti tutto è fermo per ragioni diverse quanto incomprensibili e che obbligano l'imprenditoria ad alzare la voce ogni giorno. Questione porto. Si vocifera che i tagli alla finanziaria abbiano cancellato il prolungamento dell'asse attrezzato fin dentro allo scalo, «nonostante il milione già speso per adeguare la viabilità nell'area portuale» lamenta Bruno Santori, agente marittimo della Sanmar e dirigente Confesercenti. Ancor più pesano i silenzi sul Prg portuale: «Non ne abbiamo più notizia» dice Santori, che venti giorni fa s'è presentato in Capitaneria con una delegazione di operatori per chiedere lumi. «Tutto è bloccato in attesa che venga sottoscritta l'intesa Comune-Capitaneria per far partire l'iter di approvazione del Prg portuale». Altra questione spinosa e urgente è quella del dragaggio, che verrà fatto a stagione balneare avviata. «Sarà uno scavo di appena 9mila metri cubi - spiega ancora Santori - nella darsena commerciale». L'obiettivo, per una spesa di mezzo milione, è di assicurare navigabilità nel bacino al Pescara Jet, alle petroliere e ai cargo. Nessuna possibilità di dragare anche il porto canale e dare sicurezza ai pescherecci che da mesi rischiano di incagliarsi. Questione ex Cofa. Della proposta d'acquisto lanciata dalla Camera di commercio non si parla più. Alla Regione non sembrano avere fretta di concludere, anzi: l'operazione è finita nelle pastoie melmose della burocrazia. Una partita con grossi interessi in ballo, e siamo d'accordo nel comprendere qualche "pausa di riflessione". Ma lasciare un "businessplan" in fondo a un cassetto sarebbe un errore imperdonabile e che Pescara non può permettersi. Questione aeroporto. Il potenziamento dello scalo aereo non può prescindere, anzi, è legato a doppio filo con lo sviluppo del traffico portuale che, finora solo a chiacchiere, ambisce a diventare crocieristico. Il cambio al vertice del cda della Saga servirà a poco se non si garantisce "carburante" alla nuova gestione: la Regione s'è impegnata a rifinanziare il capitale sociale eroso nel 2009 in conseguenza dei mancati contributi regionali. Nel cda convocato per oggi saranno assegnate deleghe e competenze ai nuovi membri e ci sono promesse di cospicui finanziamenti che si spera vengano confermati nonostante la crisi e la manovra di Tremonti. «L'obiettivo della Saga è il milione di passeggeri entro il 2013, soglia utile a far camminare l'aeroporto con le proprie gambe - ha spiegato l'ex presidente Vittorio Di Carlo -. Solo assicurando le risorse stabilite nel piano marketing, da qui a quattro anni, si potrà centrare l'obiettivo. Tra Saga e indotto, l'aeroporto dà lavoro a 500 persone con un fatturato complessivo (turismo, alloggi e ristorazione inclusi) ad almeno sette zeri - seguita Di Carlo -. Va da sè che i 5 milioni annui chiesti alla Regione per sostenere l'impresa sono una percentuale più che ragionevole». Per contro va detto che proprio al cda guidato fino a ieri da Di Carlo - «per una querelle politica» dice lui - sono state contestate scelte di dubbia convenienza tra appalti e destinazioni aeree. «La priorità va data all'incoming - ribattono i suoi oppositori -. Il primo obiettivo dell'aeroporto è portare turisti in Abruzzo e non abruzzesi all'estero o verso altre mete turistiche».
|
|
|
|
|