TERAMO «Berlusconi continua a dire che non metterà le mani nelle tasche dei cittadini. Noi ci chiediamo quando comincerà a toglierle». Nel giorno dell'aumento dei pedaggi autostradali i rappresentanti comunali, provinciali e regionali del Pd teramano non usano mezze misure e, dopo aver tacciato il centrodestra di «grave senso di irresponsabilità», chiedono a gran voce un intervento di Provincia e Regione e anche di Governo ed Anas affinchè Strada dei Parchi, concessionaria delle due tratte abruzzesi dell'A/24 e dell'A/25, si astenga dal procedere agli aumenti. Questo almeno fino alla pronuncia del Consiglio di Stato sulla sentenza con cui il Tar ha giudicato illegittimi i ritocchi delle tariffe operati nel 2006 e nel 2008, che nel corso di questi anni si sono tradotti in un aggravio di spesa insostenibile per molti pendolari oltre che per molte aziende del territorio. «Il nuovo aumento dei pedaggi sull'A/24 e sull'A/25 è strettamente legato alla manovra - commenta Verrocchio - una manovra che metterà in ginocchio l'intera regione, già provata dalla crisi economica e dal terremoto. Inoltre il ritocco delle tariffe proprio all'inizio della stagione turistica, in un territorio che sta ancora facendo i conti con il dopo terremoto, rischia di penalizzare ulteriormente l'economia locale». Da qui la richiesta di un intervento di Provincia, Regione, Governo e Anas su Strada dei parchi, con una diffida alla società a operare gli aumenti. Questo anche alla luce delle condizioni di difficoltà in cui versa il territorio e dei continui ritardi da parte della società nell'effettuare quei lavori e quegli adeguamenti previsti nella convenzione. «Il Tar lo scorso 30 marzo ha accolto il ricorso presentato a suo tempo dalla Provincia di Teramo contro i precedenti aumenti del 2006 e del 2008, che avevano portato a un incremento di oltre il 6% delle tariffe - aggiunge il capogruppo provinciale del Pd Ernino D'Agostino - dichiarandoli illegittimi perchè calcolati su investimenti realizzati successivamente». Aumenti che però sono ancora in vigore, in quanto in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. «Ci sembra davvero assurdo dover far fronte, da oggi, a un ulteriore incremento - conclude D'Agostino - quando i cittadini abruzzesi e i turisti che scelgono di venire in vacanza nelle nostre località sono già costretti a pagare tariffe non dovute». Posizioni, quelle espresse da Verrochhio e D'Agostino, sostenute con forza anche dal consigliere comunale del Pd Giovanni Cavallari e dal consigliere regionale Claudio Ruffini, che sottolineano come l'Abruzzo, che sta vivendo una forte fase di declino, non possa permettersi un'ulteriore stangata alla propria debole economia. A insorgere contro gli aumenti anche il Codacons, che annuncia un ricorso al Tar del Lazio e che sottolinea come nel caso di Roma ad essere penalizzati saranno esclusivamente i cittadini che abitano fuori dal grande raccordo anulare e che utilizzano con frequenza arterie di interconnessione come l'A24. «Pensiamo soprattutto ai pendolari che si spostano in auto, e per i quali il nuovo balzello peserà come un macigno - commenta il presidente Carlo Rienzi - creando una evidente disparità rispetto ai cittadini che invece risiedono all'interno del Gra».