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Data: 01/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pedaggi, è protesta. Imprenditori e sindacati: è una tassa su Roma. Alemanno: caselli sul Gra? Li sfondo con l'auto

ROMA «Pedaggio sul Gra? Impossibile: se qualcuno sul Raccordo mette qualcosa per farlo pagare, vado io con la macchina e lo sfondo». Parola di Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Cui replicano però subito dal profondo Nord Renato Farina (Pdl) e Paolo Grimoldi (Lega) deputati di Monza e Brianza. «Brianzoli e monzesi pagano da anni 1,60 euro senza protestare sulla tangenziale Nord. Invitiamo fraternamente Alemanno a partecipare con noi, per solidarietà col nostro vessato popolo, nei prossimi giorni allo sfondamento del casello. Lui mette l'auto, noi il carrozziere. Dopo».
Il punto però per tantissimi cittadini comuni (ed è un punto rovente) non è il casello futuribile alle 33 entrate sui 68 km del Gra, ma l'aumento reale e da oggi per chi varca uno dei nove caselli autostradali che fungono per tutti da porte d'entrata e uscita dalla capitale. E ad Alemanno, il quale precisa puntigliosamente che «è stato garantito dal governo che non c'è un pedaggio sul Gra per chi si sposta da una parte all'altra della città», i primi a replicare sono gli imprenditori e i commercianti romani. Federlazio parla di «tassazione vessatoria». E la Cna denuncia per le piccole e medie imprese imperniate sulla piazza romana, in primis quelle della logistica, un aumento di costi da 2,5-3 milioni all'anno. Concordano i commercianti. E l'idea di Roma-Fiumicino con casello è per il presidente di Confesercenti regionale Cesare Pambianchi una prospettiva «assolutamente aberrante, visto che la tratta collega Roma all'aeroporto, alla Fiera e a Civitavecchia, primo porto crocieristico del Mediterraneo».
Per Cgil, Cisl e Uil, stavolta unite, l'aumento del pedaggio in entrata e in uscita da Roma «è l'ennesima punizione leghista alla città. Un'ulteriore tassa a carico dei cittadini che per lavoro o studio debbono recarsi nella Capitale. Un nuovo, inaccettabile salasso ai danni delle famiglie meno abbienti». I tre segretari regionali lo hanno scritto ad Alemanno e ai presidenti di Regione e Provincia, Renata Polverini e Nicola Zingaretti. I quali ultimi hanno sul provvedimento posizioni differenziate. Se per la Polverini l'aumento del pedaggio «riguarda tutto il Paese, non solo il Lazio», e «l'importante è evitare che tutto ciò si scarichi sul Gra, su cui un pedaggio è inimmaginabile», Zingaretti manifesta «assoluta contrarietà a ogni ipotesi di nuovi pedaggi o aumenti» non solo «su Roma-Fiumicino e Gra», ma anche «sulle altre importanti arterie della provincia di Roma». Per Zingaretti la manovra «è solo tasse, e mette le mani in tasca ai romani: incide in media per quasi 1.400 euro sulle famiglie del territorio».
Spara a zero il Pd, che ricorda come solo sei giorni fa il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, illustrando il bilancio 2009, abbia parlato di «secondo anno di utili» e conti in perfetto ordine, erogando un dividendo da 5 milioni all'azionista ministero dell'Economia. Il Pd, che accusa il governo di «minare l'unità nazionale» con il caro-casello a Roma, bolla dunque come pretestuose le motivazioni a sostegno dei rincari, tra cui c'è anche quella di un rafforzamento dell'autonomia del bilancio Anas dai conti pubblici. A livello locale l'opposizione attacca poi frontalmente Alemanno, indicato ironicamente come vittima del fuoco di «un governo amico, che lo ha lasciato ignaro dell'agguato predisposto».
Difende Alemanno il Pdl, il cui capogruppo in Campidoglio Luca Gramazio parla di «comportamento coerente con la posizione assunta finora», e di «associazioni di consumatori che hanno apprezzato le dichiarazioni del sindaco giudicate con oggettività a favore dei cittadini».
Sigle nazionali come Adusbef e Federconsumatori però parlano di «mano in tasca agli italiani» e aumenti dai pesanti effetti per le famiglie «non solo in termini diretti attraverso i pedaggi, ma anche per le ricadute sui costi di trasporto dei beni che, come tutti sanno, da noi al 90% viaggiano su gomma». Conclusione in soldoni: da «20 a 25 euro in più al mese per i pendolari, e inflazione gonfiata dello 0,1-0,2%» per i riflessi sul prezzo delle merci trasportate.

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