Ancora uno sciopero per il tpl. I sindacati confederali di settore hanno proclamato, per il 6 ottobre prossimo, la quinta azione di sciopero nazionale di 24 ore, per il rinnovo del secondo biennio economico del contratto. Cgil, Cisl e Uil - ricordano in una nota - nei giorni scorsi hanno incontrato le controparti Asstra e Anav dopo che, il 14 settembre scorso, il Governo aveva comunicato la decisione di intervenire sulla vertenza sostenendo i costi finanziari del rinnovo. "L'impegno del Governo non è stato ritenuto sufficiente da Asstra e Anav che, - scrivono i sindacati - nel corso della riunione hanno confermato l'indisponibilità a svolgere la trattativa in assenza di certezza di copertura". Immediata la replica di Asstra che parla di una dichiarazione di sciopero incomprensibile. "Nei giorni scorsi - dichiara il presidente dell'Associazione Marcello Panettoni - abbiamo manifestato al sindacato la possibilità di andare ad una rapida conclusione della trattativa dopo avere avuto i contatti con la Presidenza del Consiglio e le Regioni necessari a mettere a punto le procedure inerenti la copertura economica del contratto, avvalendoci del medesimo percorso esperito con successo per il biennio precedente. Inoltre, abbiamo proposto al sindacato di fare un calendario preciso di incontri per sviluppare e concludere rapidamente la trattativa. E a tutto questo il Sindacato risponde con l'ennesima dichiarazione di sciopero. Per questo siamo a dir poco sbigottiti e non possiamo che augurarci che ognuno sia pronto ad assumersi responsabilità e conseguenze delle proprie scelte". Sostegno alla lotta dei lavoratori del trasporto pubblico locale arriva anche da Cgil, Cisl e Uil che, con una dichiarazione unitaria dei tre segretari confederali Nicoletta Rocchi, Anna Maria Furlan e Guglielmo Loy, sottolineano come sia "un classico di tutte le stagioni di rinnovo contrattuale", perché "alle aziende di tpl piace la gazzarra". "Le aziende la sollecitano e la fomentano - scrivono i tre dirigenti - come se il conflitto fosse un'arma a loro disposizione per accendere i riflettori sui problemi del settore, naturalmente a dispetto degli utenti".