Sabato scorso è stata una giornata nera, saltati una ventina di turni Servizio a rischio
SONO tutti malati. E così andranno a guidare gli autobus i dipendenti che fino a ieri erano negli uffici. Allarme rosso all'Amtab, l'azienda del trasporto pubblico di Bari. Dopo la denuncia sull'assenteismo lanciata la scorsa settimana dal presidente, Antonio Dimatteo, le cose sembrano non essere cambiate: nella giornata di sabato scorso sono di nuovo saltati una ventina di turni per colpa della mancanza di personale. «I numeri - spiega Dimatteo - sono completamente sballati. Ora, in questi mesi estivi, abbiamo fatto ricorso ai lavoratori interinali in modo tale da supplire alle mancanze del personale. Abbiamo circa novanta persone in più ma ciò nonostante non riusciamo a coprire tutti i turni e riscontriamo delle percentuali di assenze molto più alte rispetto a quelle che dovrebbero essere fisiologiche: in media c'è il 4,5 per cento, noi in questo momento superiamo il 10 per cento di assenze con un particolare incremento nel fine settimana». Sulla base di questi numeri, il presidente dell'Amtab ha deciso di fare una disposizione di emergenza richiamando alla guida dei mezzi anche il personale che invece era stato destinato ad altro incarico. «Si tratta di dipendenti che svolgevano ruoli comunque importanti: c'era chi seguiva il discorso delle paline intelligenti, chi invece era negli uffici per il controllo della zona a traffico limitato o della zona a sosta regolamentata. Andremo a perdere qualcosa, lo sappiamo già, ma in questo momento di emergenza assoluta - continua Dimatteo - è necessario fare un discorso di priorità e in questo momento al numero uno per noi c'è soltanto il corretto funzionamento del trasporto pubblico». Questo, spiegano però all'Amtab, non significa che l'azienda abbia deciso di mollare la presa sul discorso assenteismo. «In settimana - continua il presidente della municipalizzata - riuniremo il consiglio di amministrazione per prendere una decisione. È chiaro che così non si può andare avanti». Dimatteo non vuole far passare la sua battaglia come una questione personale. «Mi spiace che tutti i sindacati non l'abbiano capito, ma l'unica cosa che a me sta a cuore è il futuro dell'azienda. Io mi sento come un meteorologo che ha previsto uno tsunami. Bisogna attrezzarsi, non farsi trovare impreparati in vista di una serie di tempeste, su tutte quella predisposta dal Governo con i tagli al trasporto pubblico locale».