PESCARA - Perchè con la Campania e la Calabria, perchè con le Regioni meridionali e non con quelle del centro-nord, perchè con le regioni canaglia e non con i governatori virtuosi? Sbaglia il governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi, ha fatto male a scrivere quella lettera a Tremonti firmandola con i colleghi del Lazio, della Campania, del Molise e della Calabria per chiedere di riaprire il dialogo sulla manovra. Un errore di strategia la sua, secondo il vice presidente del consiglio regionale Giovanni D'Amico che ieri gli ha scritto una lettera che contiene alcuni utili suggerimenti. «E' condivisibile il principio da lei espresso di distinguere non le Regioni virtuose da quelle "canaglia" - scrive il consigliere Pd - ma quelle dal "comportamento" virtuoso dalle altre. Dunque non comprendo la sua scelta di condividere la posizione del Molise, ma soprattutto della Campania e della Calabria, che negli ultimi anni hanno eluso ogni comportamento virtuoso, in ordine al risanamento dei bilanci regionali e in particolare delle gestioni sanitarie». D'Amico ricorda che la Regione Abruzzo secondo il dpef 2010 dal 2005 ad oggi applica politiche di rigore e di risanamento della gestione e del bilancio regionale, «a prescindere da ogni altro fatto straordinario giudiziario e politico». Quindi, dovremmo «unitariamente rivendicare» scrive il vice presidente, unitariamente cioè maggioranza e opposizione, «il nostro comportamento virtuoso con i governatori delle Regioni virtuose», un passaggio fondamentale per tenere l'Abruzzo «legato alle Regioni del centro-nord, le più avanzate del Paese, piuttosto che alle Regioni meridionali, le più resistenti a politiche di rigore e di efficienza». Diversamente, secondo D'Amico, saremo confusi nel «resistente partito della spesa».
Quindi la "spiega": «Formigoni e gli altri presidenti - aggiunge nella lettera - non credo vogliano svolgere un'azione di contrasto alla manovra di governo. Vogliono, invece, marcare la pariteticità del governo regionale in rapporto a quello centrale, anche per il primario rispetto della norma costituzionale. Dunque noi dobbiamo collegarci con le Regioni virtuose e chiedere di essere riconosciuti tra esse». Infine, un appello: «Presidente, non abbia timore a rivendicare i meriti della nostra Regione che dal 2005, seppur tra drammi e contraddizioni, sta cercando strade nuove e più solide per il futuro».
E' una lettera che impone una riflessione, quella che D'Amico ha inviato ieri a Gianni Chiodi nella sua veste di governatore ma anche di commissario alla Sanità. Ed è proprio sui doppi e triplici incarichi che punta invece l'attenzione il consigliere dipietrista Cesare D'Alessandro che chiede di conoscere quanto guadagna Chiodi nella sua veste di presidente di Regione, commissario alla Sanità e commissario alla Ricostruzione: «Avendo appreso notizia che il presidente ha rinunciato a percepire i compensi spettanti per lo svolgimento delle funzioni commissariali, chiedo di conoscere l'entità degli importi previsti a titolo di compenso per lo svolgimento delle stesse funzioni commissariali; i tempi e le modalità delle comunicazioni di rinuncia alla corresponsione delle indennità, inoltrata agli organi competenti, nonchè l'esito relativo». Chiodi ha sempre detto di aver rinunciato ai compensi aggiuntivi, ma D'Alessandro non si fida: li vuole toccare con mano, non si sa mai.