Si sono trovati a pagare l'obolo da asse attrezzato, che vale tra i 30 e i 50 centesimi, i pendolari che da Scafa, Tocco da Casauria o Popoli hanno varcato ieri le barriere autostradali di Chieti, diretti per lavoro nella città adriatica. Così per chi si è messo in marcia verso la Val Pescara. La tassa di un euro e più è scattata solo per chi fa viaggi lunghi, con una stangata doppia per i pescaresi diretti a Roma, che pagano anche il pedaggio per il grande raccordo anulare. Stop alle chiacchiere e alle pietose bugie dei partiti di governo: è scattato ieri il pedaggio sul raccordo autostradale Chieti-Pescara, riscosso sulle auto in ingresso-uscita dai caselli di Pescara ovest e Chieti-Dragonara, per conto dell'Anas. In barba alle rassicurazioni sbandierate dai senatori Pdl Di Stefano e Piccone. E al danno si aggiunge la beffa: la maggiorazione viene pagata anche solo per un uso ipotetico dell'asse attrezzato, da chi all'uscita di Chieti imbocca ad esempio la Tiburtina per raggiungere Pescara. E' uno degli aspetti che rendono particolarmente odiosa la tassa sul traffico.
Tra l'applicazione del pedaggio e i rincari autostradali di 1 millesimo a chilometro pure scattati ieri, il biglietto è lievitato ai caselli. Da Città Sant'Angelo a Pescara Ovest il ticket è passato da 1 euro a 1,20; rincaro di 30 centesimi da Scafa a Chieti (da 0,80 a 1,10 euro); 50 centesimi in più per i pendolari di Popoli (da 2 a 2,50 euro); 40 centesimi l'aumento per Chieti-Tocco da' Casauria (da 1,40 a 1,80). «E' un aumento insostenibile, che su di me peserà per quasi 200 euro l'anno - dice Luciano, che da Pianella va a lavorare alla Merker -. Con i colleghi stiamo discutendo della possibilità di accedere a Villanova». «E' una rapina - dice Gino Marinucci, Fiom Cgil, che vive a San Valentino - che colpisce soprattutto i lavori pendolari, peraltro già in cassa integrazione». Così, pur essendo salvo dal pedaggio chi percorre l'asse attrezzato come arteria metropolitana, sono tanti i pendolari pescaresi che accusano il colpo. «E' evidente che il centro destra ha detto cose false - dice Antonio Castricone, Pd -, visto che il pedaggio sull'asse attrezzato lo stanno pagando i pendolari che sono costretti per lavoro a prendere l'autostrada. Noi porteremo avanti la mobilitazione». Sulla base del decreto legislativo 78 del 2010, il pedaggio applicato dall'Anas anche sul raccordo Chieti-Pescara consiste in una maggiorazione che non può superare il 25% della tariffa autostradale altrimenti dovuta. Per le tratte più lunghe, il surplus è di 1 euro per i veicoli leggeri, 2 per i mezzi pesanti, iva escluso.
E la beffa è doppia per i pendolari pescaresi diretti a Roma. «Gli abruzzesi sono i più penalizzati - dice il senatore Pd Giovanni Legnini - pagheranno per uscire dall'area Pescara-Chieti, pagheranno per entrare nel raccordo anulare di Roma, e se dovranno andare a Fiumicino pagheranno una terza volta». Solo andata, per la tratta Chieti-Roma est da ieri si paga 15,50 euro (anziché 12,90), ossia 2,60 euro in più (al lordo di iva). E la stangata colpisce anche i pendolari aquilani, che per Roma pagano 1,40 euro in più (da 7,70 a 9,10 euro). Per loro, la mazzata è arrivata proprio nel giorno in cui sono terminate le agevolazioni per l'emergenza sisma. Altra beffa è che a pagare il balzello alla frontiera di Chieti è anche chi poi non percorre l'asse attrezzato. «l'utente - dice Luce Piersante, Adoc - non ha possibilità di dimostrare che, non percorrendo l'asse attrezzato, non è tenuto a pagare il pedaggio, mentre l'Anas ha tempo fino al 2011 per attrezzare i caselli». «E' opportuno, se non necessario, che la Regione proponga all'Anas di riclassificare il raccordo autostradale di Chieti-Pescara, attribuendogli il rango di superstrada», propone il consigliere Pd Enzo Del Vecchio, considerando si tratti nei fatti di un asse stradale regionale.