Il salasso è servito, da ieri mattina. Per uno Stato dalle finanze boccheggianti, la soluzione più comoda era pescare a piene mani sulle autostrade dove i pendolari, volenti o nolenti, devono passare e pagare con un euro di surplus perché si immettono sull'asse attrezzato oppure ne escono. Non conosce soste l'escalation dei pedaggi sulle tratte della Società Strada dei parchi, che gestisce l'A/24 e l'A/25: dal 2002 al 2006, i ticket furono più che raddoppiati, i rincari proseguirono negli anni successivi, fin quando si è arrivati ai ricorsi al Tar, che di recente hanno condannato la Società Strada dei parchi a rimborsare i cittadini per gli aumenti. «Aumenti del tutto ingiustificati - commenta Renato Giancaterino, responsabile regionale della Fita, la federazione delle imprese di trasporti aderenti a Cna - perché applicati preventivamente e non dopo aver effettuato i lavori di miglioramenti dei servizi sulla rete autostradale. Ignorando il fresco pronunciamento del Tar del Lazio sugli aumenti applicati tra 2006 e 2008 e incurante dell'imminente decisione definitiva del Consiglio di Stato su quei rincari, la società Strada dei parchi ha ritoccato ulteriormente i pedaggi lungo le autostrade abruzzesi da e per Roma, a tutto svantaggio degli utenti. Già nei prossimi giorni, comunque, chiederemo i rimborsi delle somme "indebitamente percepite" dalla società che gestisce A/24 e A/25. Senza contare, poi, il nuovo balzello ai caselli per chi entra o esce passando per l'asse attrezzato: una misura presa a prescindere, destinata a colpire tanto i mezzi in uscita, indipendentemente dalla loro effettiva volontà di percorrere davvero l'arteria, quanto quelli in entrata, rei magari di aver percorso l'asse solo per qualche centinaio di metri prima di immettersi sull'autostrada». In attesa che il Senato discuta il suo emendamento sul famigerato pedaggio, Giovanni Legnini ironizza amaramente: «Diversi milioni di euro usciranno ogni anno dalle tasche degli abruzzesi per rimpolpare le casse dello Stato, - afferma il senatore del Pd - in barba al federalismo, ecco il primo atto concreto del centrodestra per l'Abruzzo. Gli abruzzesi devono ringraziare l'azione dei senatori Pastore e Di Stefano che si sono attivati presso il ministero ottenendo un grande risultato: una nuova odiosa tassa». Secondo Legnini, «gli abruzzesi sono i più penalizzati: pagheranno per uscire dall'area Pescara-Chieti, pagheranno per entrare nel raccordo anulare di Roma e se dovranno andare a Fiumicino pagheranno una terza volta. Un salasso a tutti quelli che viaggiano anche per lavoro: fra asse attrezzato, raccordo anulare e aumento dei pedaggi, per andare a Roma - a prescindere che percorra o meno l'asse attrezzato o il raccordo - un automobilista pagherà 5 euro in più, un autotrasportatore 10-12 euro. E se dovesse andare a Fiumicino, l'aumento sarà fra i 7 e i 14-16 euro». In merito alle dichiarazioni degli stessi senatori del Pdl Andrea Pastore e Fabrizio Di Stefano su una loro vittoria presso l'Anas per evitare l'installazione dei caselli, il senatore del Pd sottolinea che «si tratta di una falsità: sono norme transitorie che danno all'Anas il potere di esigere il pedaggio all'uscita e all'entrata dei caselli fino al 2011, prima cioè dell'istituzione dei nuovi caselli, norme scritte nel decreto ben prima che i due senatori del Pdl se ne accorgessero». A conti fatti, conclude Legnini, «il governo aveva fretta di mettere le mani nelle tasche degli abruzzesi tanto da emanare il decreto prima che il provvedimento venisse discusso in Senato, noi, però, non ci fermiamo: rafforzeremo la battaglia in aula per cambiare il provvedimento alla radice, e salvare formalmente le strade a carattere urbano come appunto il nostro asse attrezzato»