PESCARA - Propaganda sulla pelle degli aquilani: l'ultima trovata del presidente della Regione Gianni Chiodi li ha fatti proprio imbufalire, e adesso il fronte dei consiglieri del capoluogo di Regione all'interno del Pdl ha deciso che non gliela farà passare liscia. Malumore, imbarazzo, irritazione che a malapena vengono trattenuti dopo il richiamo all'ordine del governatore che ha chiesto alla maggioranza di lavare i panni sporchi all'interno delle mura pidielline. Ma c'è un limite a tutto. E' della settimana scorsa la conferenza stampa con annessa nota dettata a tutte le agenzie con cui il governatore ha sbandierato ai quattro venti l'accordo con l'Abi, l'associazione bancaria italiana, per la sospensione dei mutui ai comuni del cratere. Una novità, presentata come il frutto del pressing e dell'abile attività di mediazione della Regione Abruzzo, che vede protagonisti sia il presidente Chiodi che il suo vice Alfredo Castiglione. Niente affatto: una bufala, sibilano i consiglieri aquilani. Ad uso e consumo dei poveri terremotati. Non perchè non sia vero, ma perchè l'accordo era già inserito nel piano famiglie del 2009 e nel decreto anti crisi del governo e poi rilanciato in un accordo tra ministero del Tesoro e Abi, niente di più e niente di meno. Quindi agli aquilani è stata inflitta la solita minestra riscaldata, e per di più spacciata come un piatto da gourmet.
Naturale che se ne siano accorti: i consiglieri pidiellini sono pure loro terremotati e alle prese con i mutui. A qualcuno di loro è capitato lo scorso anno di valutare la stessa possibilità, spacciata poi per nuova da Gianni Chiodi. In realtà era tutto già previsto, scritto nero su bianco nel piano famiglie del dicembre 2009, che prevedeva alla pagina tre la «sospensione, previa richiesta del cliente, per almeno 12 mesi e per una sola volta, del pagamento delle rate dei mutui, al verificarsi di specifici eventi» come la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, sospensione del lavoro o riduzione dell'orario per un periodo di almeno 30 giorni. Tutte ipotesi poi rilanciate dal decreto anticrisi e dall'accordo sottoscritto tra Abi e ministero dell'Economia nel marzo 2009.
Qual è la novità, allora? Logico aspettarsi che magari l'accordo sottoscritto da Chiodi con l'Abi preveda l'estensione dei benefici alle famiglie terremotate tout cour e non solo a quelle in difficoltà economica. Proprio per niente: gli interessati potranno fare richiesta per la sospensione dei mutui solo e soltanto se rientrano nelle condizioni previste dal piano-famiglie, come precisa l'accordo con l'Abi: e cioè che l'intestatario del mutuo "abbia un reddito inferiore a 40 mila euro annui e si trovi in una delle condizioni previste dal piano famiglie: perdita del posto di lavoro, morte o insorgenza di non autosufficienza, sospensione dal lavoro". La fotocopia del piano. Quindi le ipotesi sono due: o Chiodi si è rivenduto in conferenza stampa un accordo vecchio di un anno per placare gli aquilani ai quali bisognava comunque elargire qualcosa, oppure a sua volta è stato ingannato. In ogni caso i terremotati sono rimasti a becco asciutto. Anzi, di più: contenti e gabbati, perchè alla fine le due rate in coda al mutuo, nel caso si acceda alla sospensione, rischiano di costare molto care.