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Pescara, 22/04/2026
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02/07/2010
Il Messaggero
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Tasse, la beffa è servita: da ieri tutto come prima. Il Governo, però, lavora a una nuova proroga |
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Da ieri gli aquilani (e i cittadini del "cratere") sono tornati a pagare tasse e contributi. Tutti, indistintamente, perché la proroga solo per gli autonomi - fino a duecentomila euro di fatturato - dovrà essere sancita dalla manovra Tremonti, così come la restituzione di quanto non versato, per tutti dal 2011. Insomma, c'è una grande confusione. Ieri politici, amministratori e associazioni hanno ripetuto lo stesso ritornello: «L'Aquila non è pronta a tornare alla normalità». Anche se per il momento l'allarme sembra cadere nel vuoto visto che, ad esempio, l'Inps, in attesa delle mosse del Governo, tira dritto e chiede il rispetto dei termini per il pagamento di quanto non versato finora: ovvero la prima delle sessanta rate, con scadenza 16 giugno. L'Esecutivo, comunque, sta lavorando. L'emendamento alla manovra Tremonti che dovrebbe garantire la proroga al 20 dicembre per gli autonomi è approdato ieri in commissione Bilancio, al Senato, dove è stato illustrato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl). La copertura finanziaria - 617 milioni di euro - arriverà dalla seconda edizione dello scudo fiscale. Il Pd, comunque, non ci sta e attacca duramente. A partire dal segretario nazionale, Pierluigi Bersani: «Il Governo fa mille annunci, ma la realtà è che ripartono le tasse all'Aquila». «Alcune banche già cominciano a bussare alle porte degli aquilani per pretendere la riscossione dei mutui» ha detto il deputato Giovanni Lolli, che confida ancora in una modifica dell'emendamento: «C'è ancora tempo per un ravvedimento di Governo e maggioranza». Più duro il senatore Giovanni Legnini: «Per cinque anni i cittadini delle zone d'Abruzzo colpite dal terremoto saranno i più tartassati d'Italia. Sarà, ovviamente, una situazione insostenibile da cui emergerà chiaramente che l'Abruzzo è stata la regione terremotata trattata nel peggior modo rispetto a tutte le altre». All'attacco (e questo è molto significativo) anche un esponente del Pdl, il capogruppo in Regione Gianfranco Giuliante: «Le notizie, legate alla discussione della manovra finanziaria danno l'impressione di una pezza a colore che non andrà a risolvere il problema delle fasce meno abbienti. Irrisorio è il numero delle vere attività commerciali che potranno usufruire di tale facilitazione. Specularmente alto, invece, potrebbe essere il numero degli evasori fiscali. L'Aquila e il cratere, città di operai e impiegati, dovrebbe vedersi riservata un trattamento di salvaguardia dei redditi più bassi, sia nel pubblico che nel privato». Non solo tasse. Da ieri, infatti, gli aquilani sono tornati a pagare canone tv, autostrade (nonostante molti sfollati siano ancora sulla costa), mutui (anche se c'è un accordo Abi per la proroga "su richiesta"), cartelle esattoriali. Tanti confidano sulla mobilitazione a Roma del prossimo sette luglio, alla quale ha aderito anche il Comune. Oltre alle tasse da ripagare gli sfollati della Campomizzi si troveranno di fronte un altro problema: lo sfratto dalla caserma. È arrivata una lettera della Sge con la quale si comunica che a giorni comincerà il trasferimento in altre strutture dell'aquilano. I posti della Campomizzi, infatti, sono destinati agli studenti. Gli sfollati chiedono di rimanere all'Aquila o, in alternativa, proprio alla Campomizzi, dove potrebbero convivere con gli studenti. «Costiamo 14 euro al giorno qui - dice Anna Evangelista -, in albergo 60. A chi giova?».
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