Ieri primo giorno nella nuova veste di assessore al Comune dell'Aquila per la lady di ferro, Stefania Pezzopane, che si occuperà di Cultura, Rapporti con le istituzioni culturali, Sociale, Città territorio, Ricostruzione partecipata, Politiche abitative, Politiche educative e scolastiche, asili nido, Istituzione Csa, Politiche per gli studenti universitari, Politiche giovanili, per gli anziani, per l'immigrazione e Polizia Municipale. «Ancora una volta Stefania ha dato prova di passione, generosità e disinteresse - ha commentato il sindaco Cialente - accettando di gestire l'assessorato più complesso in questo momento, vale a dire il Sociale». Lei, però, è entusiasta della nuova sfida. Perché ha deciso di rimettersi in gioco dopo l'intensa esperienza da presidente della Provincia? «Due giorni dopo le elezioni provinciali Cialente mi ha incontrata per chiedermi di dargli un mano in Giunta. Ci ho riflettuto, poi lo abbiamo deciso insieme». Cosa pensa dei mugugni di coloro che bollano questa Giunta come monocolore Pd? «Ho deciso di aiutare il sindaco senza aver fatto prima troppi calcoli. In Giunta rappresenterò non un partito, ma gli interessi di una cittadinanza. Credo che le appartenenze debbano essere all'ultimo posto». Non è vero, dunque, che la sua nomina sia stata imposta da una parte del Pd? «Non è più tempo che un partito imponga il suo volere a un sindaco; né io mi sarei lasciata imporre. Il Pd ha comunque condiviso e appoggiato il sindaco nella scelta». Beh, forse, solo una parte del Pd visto che Mauro Zaffiri e Giulio Petrilli dell'assemblea cittadina hanno criticato il fatto che l'organo non fosse stato consultato sulla scelta in barba alla democrazia e alla partecipazione. Il suo ingresso in giunta può essere inteso come il primo passo della scalata alla carica di sindaco? «È l'ultimo pensiero. In questo momento sono in Giunta soprattutto per dare una mano. Quello che sarà il futuro mio e di altri dipenderà solo da come si risolveranno i problemi dei cittadini e non dai nostri disegni. Questo è un impegno a cui mi avvicino con molta umiltà e generosità nonostante molti miei amici mi avessero sconsigliato». Infatti, soprattutto la delega al Sociale è piuttosto ingombrante, un fardello pesante da portare anche emotivamente... «Masciocco ha lavorato bene e lui sa che io ho cercato di convincerlo a restare. Cercherò di fare del mio meglio nel mio nuovo ruolo». Quale sarà il suo primo atto? «Un avviso pubblico per dare una casa ai meno abbienti. Ci stava lavorando già Masciocco».