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Data: 02/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Pomigliano, Fiom unita: no all'accordo. «Ma pronti alla trattativa». Auto, nuovo crollo delle immatricolazioni

Il ministro Sacconi «La Panda arriverà, nonostante tutto»

ROMA. La Fiom non firma l'accordo su Pomigliano ma è pronta a riaprire la trattativa «se la Fiat rispetta le leggi». L'assemblea delle delegate e dei delegati Fiom dei gruppi industriali chiede al Lingotto di tutelare la produzione italiana «senza chiusure traumatiche di stabilimenti come Imola e Termini Imerese».
Gli oltre millecinquecento delegati metalmeccanici della Fiat, dei grandi gruppi industriali e delle aziende meccaniche del Sud, a Pomigliano hanno approvato all'unanimità la posizione espressa dal segretario Maurizio Landini che propone la riapertura del confronto con la controparte sulle soluzioni organizzative per Pomigliano. Il confronto secondo la Fiom può ripartire proprio grazie a quei lavoratori che non hanno accettato «il ricatto della Fiat» con «un atto di coraggio e di dignità». Il primo pericolo da respingere, si legge nel comunicato finale, è «il tentativo di offrire Pomigliano quale modello generale con cui sancire che investimenti e lavoro si possono realizzare solo abbassando salari e diritti, derogando dai contratti nazionali e dalle leggi fino alla violazione della carta costituzionale». Un delegato della Ferrari di Modena sintetizza questo timore: «L'accordo di Pomigliano sarebbe esteso a tutte le aziende del gruppo» se non ci fosse la fermezza.
Ma il governo «è assente e quando c'è - afferma Landini - si limita a sostenere quello che dice la Fiat». Il segretario attacca anche il ministro Sacconi considerato «non super partes» e chiede all'esecutivo «di fare fino in fondo il proprio mestiere anziché cercare soluzioni improbabili».
Tuttavia «la palla sulla vicenda Fiat - spiega Vincenzo Scudiere segretario nazionale Cgil parlando all'assemblea - ce l'ha sempre in mano l'amministratore delegato della Fiat, il quale deve sapere che sempre con noi deve fare i conti». Il «silenzio» del Lingotto viene definito «inquietante» ma può essere interrotto «solo con il dialogo».
Il ministro Sacconi spiega che per la Fiom comunque «la porta è sempre aperta» ma aggiunge: «La Panda andrà a Pomigliano, nonostante tutto».
Intanto la Fiat deve fare i conti a giugno con il crollo del 27,5% delle immatricolazioni: in Italia 51.878 nuove autovetture rispetto alle 71.539 consegnate nello stesso mese del 2009. A maggio erano state 48.849 (- 25,06% su maggio 2009). Tra i singoli marchi: - 29,50% di Fiat, - 9, 23% di Alfa Romeo, - 26,65% di Lancia. La quota di mercato del Lingotto è calata dal 33,91% al 30,41%. Complessivamente le immatricolazioni hanno registrato una frenata del 19,12%.

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