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Pescara, 22/04/2026
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Data: 03/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caro pedaggi - Cittadini e negozianti, un fronte anti-stangata. Confercenti: penalizzati commercio e turismo

«E' un balzello immotivato e iniquo, imposto ai cittadini e che si ripercuoterà sulle imprese di Pescara, già in difficoltà». Così Bruno Santori, presidente provinciale della Confesercenti, lancia il grido di allarme all'indomani del via al pagamento del pedaggio per l'asse attrezzato: la tariffa, fino a 1 euro per i veicoli leggeri, da giovedì è stata applicata dall'Anas con una maggiorazione sul biglietto autostradale in ingresso-uscita dalle barriere di Pescara ovest e Chieti. Come per altri 24 caselli della penisola. Colpiti nelle tasche i lavoratori-tuareg, così i pendolari del mare, in una spirale che in piena stagione balneare minaccia di stringere i consumi ovvero le casse di stabilimenti, bar e ristoranti. «Gran parte dei fruitori delle spiagge pescaresi arriva dall'entroterra abruzzese e dal Lazio, e molte volte si tratta di pendolari - dice Santori -: è facile immaginare che per una famiglia normale arrivare a Pescara o Montesilvano diventa più costoso e sarà costretta a limitare le giornate trascorse al mare». Peraltro il turista romano pagherebbe un obolo doppio, 1 euro in più per l'ingresso dal grande raccordo anulare, altrettanto per l'uscita sul raccordo pescarese. Oltre ai consumi assottigliati, a rischio l'appel turistico della riviera pescarese. «Anziché imporre nuovi costi, si dovrebbe rendere più facile arrivare sulla riviera abruzzese - dice ancora Santori -, attraverso investimenti sulla rete autostradale e ferroviaria, altrimenti i turisti sceglieranno altre destinazioni».
E mentre Maurizio Acerdo, del prc, invita Chiodi e Testa a imitare i loro colleghi laziali e a far ricorso al Tar contro tassa e aumenti, già si calcolano i contraccolpi sul commercio cittadino. «E' un nuovo assist ai centri commerciali, che spesso rimborsano i biglietti autostradali», avverte Gianni Taucci, direttore Confesercenti. L'associazione punta il dito contro il paradosso in chiave moderna di un "fiorino" odioso quanto immotivato. Perchè a pagare il balzello ai caselli di Chieti e Pescara ovest è anche chi poi non usufruisce del raccordo. «Le modalità di riscossione del pedaggio sono bizarre - commenta Santori -: vengono scaricate sugli utenti autostradali le quote di un utilizzo ipotetico dell'asse attrezzato, anche se poi questo non viene usato. Senza considerare che, pur essendo classificato come raccordo autostradale, si tratta di un'arteria a percorrenza urbana». «Inoltre il pedaggio viene imposto per un asse carente nella sicurezza, visibilità e con svincoli ad alta pericolosità», dice Taucci. L'appello della Confesercenti alle forze politiche è al dietrofront. Sul pedaggio attrezzato, ma anche sul rischio-rincari su acqua e rifiuti: il surplus delle tariffe assottiglierebbe i guadagni delle imprese, a fronte di listini-prezzi bloccati. «I costi aumentano mentre le imprese stanno tenendo i prezzi bassi - spiega Taucci -: le nostre associazioni dei balneatori e dei pubblici esercizi hanno bloccato i prezzi al 2006. Altrettanto dovrebbe fare la politica con le tariffe». «Le conseguenze del pedaggio e il rischio di nuovi aumenti tariffari amplificano una situazione di già grave difficoltà, in un territorio colpito dalla crisi economica e dagli effetti del terremoto - avverte Santori -: le famiglie hanno ridotto i consumi, anzitutto su abbigliamento e servizi. Un campanello di allarme è rappresentato dai saldi anticipati: molti negozi hanno i magazzini ancora pieni». Al via già oggi i saldi di inizio stagione, pur tra i timori dei commercianti e le perplessità di Confesercenti.

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