Primo: la tariffa aggiuntiva sui raccordi autostradali, pagata in entrata e uscita da Roma «è una tassa mascherata, perché non viene pagata in cambio di un servizio». Secondo: è iniqua «perché non c'è progressività nella tariffa». Risultato: le Province di Roma e Rieti ricorreranno al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contro il provvedimento che istituisce la soprattassa pro-Anas alle barriere autostradali che circondano la Capitale, colpendo romani e pendolari.
Ad annunciarlo, ieri mattina, Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti: «Con Nicola Zingaretti abbiamo deciso di fare ricorso al Tar contro una tariffa che è stata trasformata in tassa», sottolinea Melilli. L'iniziativa incassa un consenso pressoché unanime nel mondo politico romano: «Condivido la scelta dei presidenti delle Province di Roma e di Rieti di fare ricorso al Tar - sottolinea Gianni Alemanno - Lo devono fare loro, perché quei caselli si trovano nel loro territorio». Secondo il sindaco della Capitale, «si deve fare un emendamento alla manovra per scaricare le necessità finanziarie non sugli utenti ma sulla società concessionaria, che è un monopolio che ha margini molto rilevanti. Credo che possa essere disposta una rinegoziazione del contratto - sostiene Alemanno - Invito tutti a trovare una soluzione».
Sul fronte dei ricorsi al Tar si schiera anche l'associazione di consumatori Adoc, che si prepara a costituire un comitato di pendolari del grande raccordo anulare. «L'imposizione del pedaggio sul Gra è un colpo basso verso i migliaia di pendolari che lo utilizzano, per loro l'aggravio di spesa arriverà fino a 600 euro l'anno - spiega Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - È assurdo che chi viene da Fiano Romano debba pagare un euro in più di quanto previsto, come è assurdo che il tratto Ponzano Romano-Roma Nord sia passato da 2,20 a 2,70 euro, con un rincaro di 50 centesimi».
Sugli aumenti dei pedaggi autostradali «lanciamo una sfida - incalza Esterino Montino, capogruppo regionale del Pd - Saremo al fianco di Alemanno e Polverini se si mettono a combattere sul serio una battaglia per la dignità del Lazio». Il senatore Stefano Pedica, coordinatore regionale dell'Italia dei valori, lancia una proposta provocatoria: «Intendo mettere a disposizione di tutti la tessera che viene data ai parlamentari per pagare il pedaggio autostradale gratis - annuncia - Da oggi l'Idv del Lazio si organizzerà per essere presente nei caselli, per pagare ai cittadini la tassa della vergogna».
Intanto ieri mattina il gruppo del Partito Democratico al consiglio regionale del Lazio ha organizzato un sit-in al casello autostradale di Fiano insieme ai sindaci dei comuni dell'area e lo stesso presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli. In prima linea c'era anche il primo cittadino di Fiano Tarquinio Splendori, insieme ai sindaci dei comuni limitrofi tra cui quelli di Fara Sabina, Poggio Mirteto, Casperia e Montopoli. «La metà dei cittadini di Fiano, tra studio e lavoro, va a Roma ogni giorno - spiega Splendori - Per loro questo aumento equivarrà a 150 euro di pedaggio in più all'anno.