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Data: 03/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tredicesima a rischio per gli statali. Possibile taglio per poliziotti, magistrati, professori, ricercatori e vigili del fuoco

L'entità della sforbiciata (fino all'80%), sarà stabilita sulla base dello stato dei conti pubblici

ROMA. Il governo se la prende con le tredicesime. Un emendamento alla manovra del ministro dell'Economia Giulio Tremonti prevede che la presidenza del Consiglio possa ridurre la tredicesima mensilità a una serie di categorie di lavoratori delle amministrazioni pubbliche.
Ad essere colpiti sarebbero il personale dirigente delle forze armate e della polizia, dirigenti e non dirigenti dei vigili del fuoco, professori e ricercatori universitari, i magistrati (ordinari, amministrativi e contabili), il personale della carriera prefettizia e i dirigenti dei penitenziari.
L'emendamento, non ancora ufficializzato dal governo, era stato ventilato per sommi capi da Tremonti la scorsa settimana durante un incontro riservato con l'Associazione Nazionale Magistrati. Ai magistrati che si lamentavano dei tagli che colpiscono soprattutto i giudici più giovani e appena entrati in carriera, Tremonti aveva promesso di rivedere la sua posizione e di cercare un sistema per arrivare ugualmente agli obiettivi di risparmio previsti.
Ora il sistema sarebbe stato trovato. A copertura di una nuova norma che prevede di escludere promozioni, straordinari e arretrati dai tagli della pubblica amministrazione (il blocco degli stipendi per i prossimi tre anni) ci si potrà «rivalere» sulla mensilità aggiuntiva.
L'emendamento del governo, se approvato in Parlamento, consentirà quindi a ogni ministro di determinare l'entità del taglio alla tredicesima da applicare al personale dipendente. Maria Stella Gelmini dovrà decidere quanto tagliare ai professori universitari, il ministro dell' Interno Maroni, quanto tagliare ai prefetti e ai dirigenti della polizia, il ministro della Giustizia Angelino Alfano quanta parte della tredicesima sottrarre ai magistrati.
La nuova disposizione ha però almeno due punti non chiari: il prelievo sulle tredicesime permetterà di ripristinare nella loro totalità gli aumenti e gli scatti automatici di stipendio fino al 2013, o se invece si tratta di una disposizione che semplicemente si aggiunge alle altre. In secondo luogo, non sono affatto definite le percentuali delle possibili riduzioni. La decisione è lasciata ai singoli ministri e al capo del governo. Si potrebbe andare dunque dal 5 per cento della tredicesima, all'80 per cento. Il testo dell'emendamento aggiunge che l'intervento sulle tredicesime deve essere deciso dal governo per le varie categorie di dipendenti pubblici entro il 31 ottobre del 2010.
Il ministero dell'Economia fa solo intuire quale potrebbe essere la logica che governerà la riduzione delle mensilità di fine anno. L'idea spiegata nel testo in arrivo, è che la sforbiciata potrà essere decisa nel caso in cui gli obiettivi generali di contenimento della spesa pubblica non dovessero essere raggiunti. In questo caso i soldi mancanti verrebbero prelevati nella busta paga di dicembre dei dipendenti pubblici delle categorie sotto tiro.
L'emendamento, firmato dal relatore della manovra, verrà depositato nelle prossime ore in commissione Bilancio del Senato che sta esaminando il decreto legge Tremonti. Non è difficile prevedere reazioni immediate da parte dei lavoratori che ora vedono a rischio anche la tredicesima.

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