I poveri possono tornare a viaggiare gratis in bus. Tre mesi e tante polemiche dopo la sospensione del servizio, il Comune di Pescara ha riassegnato alle fasce disagiate gli abbonamenti gratuiti per gli autobus della Gtm: sono 120 gli utenti che da giovedì si sono visti riconsegnare le tessere, al netto di uno screening su bisogni reali e presunti furbetti; erano 165 i beneficiari lo scorso anno. Ieri l'annuncio dall'amministrazione comunale, dopo che l'ultimo pressing era arrivato il 28 giugno in consiglio con l'interrogazione dei consiglieri Blasioli-Acerbo, Pd-Prc. «Polemiche inutili - ha ribattutto l'assessore alla mobilità Berardino Fiorilli -: stavamo già lavorando per la ricontrattazione della convenzione con la Gtm, vecchia di 4 anni. Gli abbonamenti sono stati ripristinati». Eppure ci sono voluti quasi tre mesi e i cittadini da aprile erano rimasti a piedi. «E' stato necessario effettuare una verifica dei criteri di assegnazione - spiega l'assessore alle politiche sociali Guido Cerolini Forlini - incrociando la banca dati del Comune con le autocertificazioni: l'anno scorso erano 165 i beneficiari, era opportuno fare chiarezza. In ogni caso in questi mesi gli abbonamenti erano stati convertiti con altri servizi gratuiti». Quest'anno le tessere rilasciate sono diventate 120. «Ma dinanzi a un eventuale aumento delle domande e a fronte di accurati accertamenti - assicura Cerolini Forlini - potremo incrementare la disponibilità». Perché la scrematura sarebbe stata effettuata in questi mesi sulla base di bisogni cessati (cittadini deceduti, utenti a cui nel frattempo è stata riconosciuta l'invalidità civile, avendo così diritto all'abbonamento gratis) ma anche sulla base di presunte irregolarità. «Spetta solo all'ufficio dei servizi sociali disporre l'assegnazione delle tessere -dice Cerolini Forlini-: in tal modo si rimuove il rischio di casi border line, di cittadini che in passato le ritiravano direttamente da un presunto sportello di ascolto, uffici-fantasma ora soppressi». Le assegnazioni degli abbonamenti avvengono su segnalazione degli assistenti sociali. «Gli utenti devono essere conosciuti dai servizi sociali comunali da almeno 6 mesi e non devono superare il reddito Isee di 7540 euro -precisa Cerolini-; nuclei monoparentali con figli a carico; anziani senza rete parentale e sostegno; adulti svantaggiati che hanno bisogno della tessera per spostarsi sul territorio per frequentare ad esempio strutture riabilitative o per piccole attività».