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Pescara, 22/10/2020
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Data: 06/07/2010
Testata giornalistica: Clickmobility
Ccnl mobilità - Sciopero tpl: i sindacati confermano stop treni e mezzi pubblici locali per il 9 luglio. L'agitazione promossa da tutte le sigle sindacali

Confermato il 9 luglio lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale e ferroviario.
I treni si fermeranno per 24 ore, dalle 21 di giovedì 8 luglio alle 21 di venerdì 9. Bus, metropolitana e tram si fermeranno l'intera giornata secondo orari e modalità che varieranno da città a città. Saranno solamente rispettate la fasce orarie di garanzia. Lo sciopero è stato indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast per sostenere la vertenza legata al «nuovo contratto della Mobilità» che è scaduto da oltre due anni.

«Le ragioni dello sciopero - spiegano i sindacati in un comunicato stampa unitario - sono rafforzate dalla nuova interruzione, causata da Asstra e Anav, del negoziato che si sta protraendo, nonostante gli impegni assunti dalle due associazioni con il Ministero, in un settore di servizio pubblico e di trasporto collettivo ed in una fase economica e sociale particolarmente delicata per il Paese».

L'astensione dal lavoro era stata previsto per il 25 giugno ma è stata spostata al 9 luglio per non farla coincidere con lo sciopero generale organizzato dalla Cgil.

Particolarmente complessa la situazione dei trasporti su ferrovia. «Nonostante il grande senso di responsabilità dimostrato dal sindacato - si legge ancora nella nota - il vertice del Gruppo Fs vanifica gli sforzi ed all'ultimo momento si nasconde dietro la manovra finanziaria del Governo per giustificare la non volontà a raggiungere l'accordo. Le motivazioni alla base dell'attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione del 11 marzo 2010, nonostante un lunghissimo negoziato, restano tutte irrisolte».

Per i sindacati, i ferrovieri sono sempre di meno: da 106.000 a 78.000 in poco più di 3 anni, ed accusano i vertici delle ferrovie, anziché pensare alle assunzioni nelle manutenzioni, come concordato, di pensare ad ulteriori uscite. I tagli dei servizi, sostengono ancora i sindacati, isolano ancor di più il Mezzogiorno e restano una colpevole strategia alla quale si aggiunge la pubblicità ingannevole di questi giorni in TV, l'Estate ad Alta Velocità che fa vedere la silhouette di tutta l'Italia compresa la linea adriatica e ionica. Inoltre, sempre secondo i sindacati, il settore Cargo vive il peggiore momento di crisi industriale che si ricordi. Infine, gli arretrati sul salario aziendale di produttività ammontano a 3 annualità alle quali si aggiungerà presto anche il 2010.

«Dopo oltre tre mesi di confronto - denunziano i sindacati in un loro comunicato -, con un accordo a portata di mano, FS ha ritirato la disponibilità ad una positiva conclusione che avrebbe aperto la strada ad un ulteriore possibile percorso virtuoso di accordi utili all'adeguamento strutturale alle dinamiche che la liberalizzazione ed il contesto dei trasporti pone, nell'equilibrio tra il lavoro e le ragioni aziendali. I vertici delle ferrovie non l'hanno voluto. Hanno preferito persistere nell'atteggiamento di chi, a parole, vuole trovare l'accordo, ma nei fatti pensa ancora e sempre di poter fare da solo contro i lavoratori e contro i loro rappresentanti».

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