LANCIANO. Il bilancio in attivo di 400mila euro; due treni Minuetto acquistati e i cinque "Orsetto" in attesa dell'omologazione definitiva. Gli ultimi 300 metri di binari da posare nel nuovo deposito-officina di Torre della Madonna e l'incremento del trasporto passeggeri. La Sangritana torna all'antico, punta cioè sulla ferrovia, a due anni dal centenario della nascita.
«La Sangritana torna al passato, alla ferrovia, ma con lo sguardo rivolto al futuro, al potenziamento dei treni per il trasporto merci e passeggeri. Per questo sono stati acquistati 2 treni e altri arriveranno». E' il presidente dell'azienda regionale di trasporto, Pasquale Di Nardo (Pdl) ad indicare la rotta intrapresa dall'azienda.
«Il bilancio approvato ad aprile segna un utile di circa 400mila euro», spiega il responsabile amministrativo, Paolo Marino, «con i maggiori introiti che arrivano dal trasporto merci, con 1.563.000 euro, e da quello passeggeri che segna ben 2.200.000 euro. Treni che hanno percorso 1.800.000 chilometri in un anno». Dati che giustificano la scelta di acquistare due Minuetto per 8.300.000 euro (oltre 4 milioni finanziati dalla Regione), che si aggiungono i 4 treni "Lupetto" e alle 5 "Aln 776".
Ma ci sono in deposito anche 5 "Orsetto", treni che non hanno percorso un metro sui binari, dall'acquisto, avvenuto nel 1998. Addirittura un Orsetto, per essere battezzato dall'ex vice premier Gianfranco Fini nel 2005, fu portato con la gru sui binari. I 5 treni da 10 anni vivono una sorta di ristrutturazione continua, hanno subìto una serie infinita di varianti e richieste di omologazioni che hanno fatto lievitare il costo dai 500 milioni di lire l'uno ad oltre 3 miliardi.
«Siamo in dirittura d'arrivo», assicura Di Nardo, «manca il via libera, una verifica aggiuntiva sugli standard di sicurezza inserita dopo la tragedia di Viareggio».
I vecchi treni, i 776 diesel, non andranno alla rottamazione ma saranno destinati alle tratte regionali non elettrificate. Nuovi treni, nuovi percorsi e un nuovo deposito di 4mila metri a Torre della Madonna in ultimazione. I treni sono già riparati e collaudati nel deposito-officina, anche se mancano 300metri di linea elettrica. Ma il progetto più ambizioso, avviato anni fa, è quello di portare i lavoratori sui treni fin nelle fabbriche della Val Di Sangro. «Entro l'anno prossimo il sogno sarà realtà», assicura il presidente. «Dalla stazione di Saletti a quella di Torino di Sangro, dove passa la tratta nazionale, oltre ai treni-merci viaggeranno quelli passeggeri, ma occorreranno treni da 400-500 posti, non gli attuali da 140, per trasportare tutti i lavoratori».