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Data: 06/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Vertice Berlusconi-Tremonti: ritocchi a saldi invariati e fiducia. Letta: giornata calda, sono tagli maledetti ma necessari

ROMA - Il governo blinderà il testo della manovra finanziaria che domani dovrebbe approdare nell'Aula del Senato. L'annuncio è arrivato da Arcore dove Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, hanno avuto un lungo incontro, nel tardo pomeriggio di ieri, per affrontare i «nodi irrisolti», ovvero le garanzie chieste dalle imprese sulla compensazione di debiti e crediti fiscali. Una nota di Palazzo Chigi precisa che sono stati «valutati i miglioramenti proposti» i quali possono essere realizzati «fermo restando il principio dell'invarianza dei saldi». Una formula, già anticipata dal premier, per sconsigliare l'assalto alla diligenza, già partito, da parte di diversi settori della maggioranza come da parlamentari semplici.
Il recinto entro cui compiere le correzioni è stato fissato, mentre Confindustria e Rete Imprese Italia, che avevano lanciato l'allarme sul fisco, hanno ricevuto la garanzia richiesta, direttamente dalla voce, al telefono, di Berlusconi e Tremonti. Le imprese erano sul piede di guerra per la riscossione e la compensazione di debiti e crediti fiscali, ma anche per i certificati verdi per i quali l'Autorità per l'Energia ha emesso una nota di richiamo. Restano altri nodi sul tavolo, come i tagli alle autonomie locali, per i quali i governatori regionali, che hanno duramente protestato contro i sacrifici, sono tornati a chiedere un incontro urgente alla presidenza del Consiglio. L'incontro pareva in programma per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi dopo lunga trattativa, ma in serata è il ministro Fitto a spiegare che «non è previsto incontro» con i governatori. Ma è solo una nota sullo stato dell'arte, l'incontro potrebbe entrare in agenda in ongi momento.
Proprio le espressioni di Letta, in coincidenza del colloquio di Arcore, hanno avuto l'effetto di diffondere qualche inquietudine. Ma sono state particolarmente efficaci nel rendere realistico il quadro. «Oggi è una giornata particolarmente calda e non solo per la meteorologia» aveva esclamato il sottosegretario di Palazzo Chigi, alludendo alla manovra che, come aveva sottolineato, è «difficile» in quanto «rappresenta una crisi che non è solo italiana, ma mondiale, e impone rinunce, sacrifici e questi maledetti tagli che tutti inseguono e nessuno vuole, tutti riconoscono giusti, ma tutti auspicano che riguardino altri». Ma per «far quadrare i conti dello Stato», bisogna imporre «controvoglia questi tagli».
Intanto, tra le proposte di modifica approvate in commissione, è arrivato il sì all'emendamento del relatore, Antonio Azzolini, sulle pensioni: ci sarà lo scalone unico per le lavoratrici del pubblico impiego che dal 2012 andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni. Per tutti scatta, dal 2015, l'adeguamento dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita media, secondo i calcoli Istat.
Se l'orientamento verso la fiducia è maturato in Berlusconi e Tremonti dopo aver «valutato i temi per la conversione» del provvedimento, la reazione delle opposizioni è stata immediata. Pier Luigi Bersani, Pd, è stato netto: «E' un annuncio di totale irresponsabile. Ognuno vede che questa manovra va radicalmente cambiata. Il Pd ha presentato proposte alternative che non mutano i saldi. L'esigenza di Berlusconi di ammanettare la propria maggioranza sta mettendo il Paese sempre più nei guai». Secondo Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, «i pur artificiosi giri di parole di Palazzo Chigi nell'annunciare la fiducia confermano che la maggioranza è profondamente divisa, che in Parlamento non ci sarà alcuna discussione utile a migliorare il provvedimento e che il governo è in difficoltà. E' una non notizia». Antonio Di Pietro, leader Idv: «E' la mossa di un dittatore che si chiude nel suo bunker e chiede il voto di fiducia». Felice Belisario, presidente dei senatori Idv, ritiene che si tratti di una «legge spazzatura». Ma per Lorenzo Cesa, segretario Udc, se Berlusconi mette la fiducia è come se mettesse «una fiducia contro se stesso e i suoi parlamentari prima ancora che contro l'opposizione».

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