ROMA - Maxi-riassetto in Abertis, la principale società autostradale spagnola e tra le più grosse in Europa che possiede il 6,6% di Atlantia. Mediobanca sta organizzando, secondo quanto risulta a Il Messaggero un'operazione finanziaria per complessivi 10 miliardi finalizzata a lanciare un leverage buy out sul gruppo iberico che favorirà l'ingresso del fondo Usa Cvc diluendo il peso degli altri azionisti. La Caixa - al centro di un processo di aggregazione fra banche spagnole - e Acs, sono i principali azionisti di Abertis rispettivamente con il 28,91 e il 25,83 per cento. L'operazione prevede che Cvc costituisca una società veicolo che lancerà l'offerta: questa newco verrebbe capitalizzata con circa 4 miliardi di euro, la maggior parte dei quali immessi dal fondo internazionale e la parte restante dagli attuali grandi soci. Il veicolo oltre ai 4 miliardi di equity riceverebbe un finanziamento da 6 miliardi in fase di strutturazione da parte di Mediobanca. Che avrebbe invitato altre due grossi istituti italiani - Unicredit e Intesa Sanpaolo - istituzioni francesi (Calyon, Société Générale, Bnp Paribas) e spagnole (Santander e Bbva) più un altro partner europeo. Una decina di banche in tutto cui verrebbe chiesto di sottoscrivere una tranche da 600 milioni a testa. In garanzia le banche riceverebbero il pegno sulle azioni della newco che lancerà l'offerta. Gli istituti non avrebbero ancora aderito formalmente alla sindacazione. In cabina di regia delle grandi manovre spagnole ci sarebbe anche Lazard in veste di advisor: sia Mediobanca che Lazard infatti hanno solidi legami coi vertici di Albertis. Il senso industriale dell'operazione va ricercato nella necessità di Florentino Perez, patron di Acs di ridurre le esposizioni nei confronti delle banche, specie quelle spagnole. Fonti autorevoli escludono un coinvolgimento dal riassetto dei Benetton (che controllano Atlantia attraverso la holding Edizione srl). In passato si era parlato di un progetto, proprio di Ponzano Veneto, per rimettere in pista la fusione con gli spagnoli fallita nel 2006. Gli spagnoli conservano infatti il 6,68% del capitale della società italiana, un residuo del tentativo di fusione di quattro anni fa e che sembrava destinato alla vendita. Il progetto, mai decollato, prevedeva che Gemina, la società che controlla Aeroporti di Roma, a sua volta controllata da Edizione, sarebbe stata incorporata in Atlantia, per poi procedere alla fusione di quest'ultima in Abertis. Ricordiamo che la società spagnola, oltre che nel business delle concessioni autostradali, è impegnata anche nella gestione di scali aeroportuali. L'operazione sarebbe stata completata dalla cessione del 12-13 per cento di Abertis da parte della Acs Dragados di Perez ai Benetton, il che avrebbe permettesso ai soci italiani raggruppati in Sintonia di avere il 30% di Atlantia-Abertis contro il 20% di Abc e Caixa. Nonostante non c'entri niente Atlantia è cresciuta in Borsa del 2,74% a 15 euro netti dopo che Sintonia, holding nelle infrastrutture della famiglia Benetton, ha acquistato 1,65 milioni di azioni.