ROMA - In Europa oggi l'età media del pensionamento è 61,4 anni. E ci sono ci sono quattro persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni over 64. Nel 2060 questo rapporto vedrà due sole persone al lavoro per ogni anziano. Sono numeri contenuti nel Libro verde sul futuro delle pensioni, che viene presentato domani a Bruxelles dai servizi dei commissari Ue agli Affari sociali, Laszlo Andor, agli Affari economici, Olli Rehn, e ai Servizi finanziari, Michel Barnier. Numeri che dicono chiaramente che senza profonde correzioni nelle regole, l'andamento della spesa pensionistica diventa rapidamente «insostenibile». La Ue chiede che sia «aggredita con decisione dai governi, nel quadro di un'azione coordinata. Pena vanificare gran parte degli sforzi compiuti sul fronte del consolidamento delle finanze pubbliche».
Servono «sforzi supplementari per rafforzare l'efficacia e la sicurezza dei regimi pensionistici europei», di legge nel Libro verde. E soprattutto «si sente il bisogno di adottare un approccio integrato». Il mondo non è più quello di trent'anni fa, e la mobilità dei lavoratori all'interno del mercato unico non si concilia con sistemi previdenziali diversi l'uno dall'altro, per regole e per costi.
La prima cosa da fare, sostiene la Ue, è aumentare l'età pensionabile. E la seconda è rafforzare la vigilanza sui sistemi previdenziali per essere tempestivi nell'introduzione dei correttivi imposti dall'evoluzione demografica.
L'Italia è in regola, Bruxelles lo ha già detto più volte. E le novità contenute nella manovra, dalla pensione a 65 anni per le dipendenti pubbliche, alle finestre mobili per l'uscita che nei fatti rinviano di 1 anno- 1 anno e mezzo il momento del pensionamento, fino all'entrata in vigore nel 2015 dell'età pensionabile agganciata all'andamento delle aspettative di vita della popolazione, sono una risposta alle necessità prospettate dalla Ue. Al nostro paese viene chiesto di attuare pienamente le misure decise, e continuare a monitorare strettamente la situazione.
Anche i parlamenti di Francia, Spagna e Germania stanno discutendo riforme che aumentano l'età pensionabile. I paesi entrati per ultimi nella Ue, quelli dell'Europa dell'est, hanno percentuali di anziani sopra i 65 anni inferiori di 5 o 6 punti all'Italia. Ma questa diversità è destinata ad annullarsi con la crescita del tenore di vita, e devono tenerne conto se vogliono tenere il sistema previdenziale in equilibrio.
La Commissione auspica anche che nel quadro di un rafforzamento della governance economica a livello di Eurozona e di Ue ci sia spazio anche per un maggior controllo sui sistemi previdenziali dei vari Paesi. Perchè l'attuale quadro di vigilanza «appare frammentato e incompleto».