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Pescara, 22/04/2026
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Data: 07/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fitto: il caro pedaggi sia destinato alle infrastrutture nel Lazio «I fondi incassati dall'Anas devono restare sul territorio» Il ministro Matteoli: «Convocherò il tavolo tecnico sui raccordi»

ROMA - I fondi incassati dall'Anas per l'utilizzo dei raccordi autostradali di Roma e del Lazio devono restare sul territorio, utilizzato per investimenti sulle infrastrutture dei trasporti, «essendo il pedaggio riscosso dal soggetto gestore a contropartita per la copertura dei costi del servizio». Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni, aderisce alla proposta, lanciata nei giorni scorsi dal nostro giornale, affinché si preveda un vincolo che obblighi l'Anas a non spendere altrove i soldi ricavati sul territorio del Lazio.
«Trovo interessante la proposta avanzata dal Messaggero - dice Fitto - Si tratta, infatti, di un'ipotesi che si muove nella logica propria del federalismo, che avvicina il più possibile la funzione della tassazione a quella dell'amministrazione». Un concetto, quello di "cosa tassata, cosa amministrata", che è uno dei pilastri fondamentali della riforma del federalismo fiscale: un modo per responsabilizzare gli amministratori e per rendere più trasparente, agli occhi dei cittadini, l'utilizzo delle tasse da loro pagate.
«Nel caso in esame - sottolinea il ministro - essendo il pedaggio riscosso dal soggetto gestore la contropartita per la copertura dei costi del servizio, sarebbe necessario prevedere un obbligo al reinvestimento delle somme percepite all'interno della convenzione». È quindi necessario, specifica Fitto, «che l'Anas reinvesta i fondi ricavati in infrastrutture di trasporto sul territorio». Infrastrutture che, peraltro, Roma e il Lazio attendono da tempo, per realizzare una rete di trasporto indispensabile per lo sviluppo dell'economia.
D'altronde, osserva il titolare del dicastero per i Rapporti con le Regioni, «qualcosa di simile già accade in tutti quei casi in cui, al soggetto realizzatore e gestore di un'opera che produce rientri tariffari, vengono imposti obblighi legati a interventi a favore del territorio che ospita l'opera». Nulla di diverso, quindi, rispetto a quello che chiedono i vertici istituzionali di Roma e del Lazio. Dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, al presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, alla governatrice, Renata Polverini, tutti si sono detti contrari alla sovrattassa ma, «se proprio si deve applicare», hanno chiesto che i ricavi vengano utilizzati sul territorio.
Posizione analoga è stata espressa da Finco-Confindustria, la federazione delle imprese che producono impianti e servizi per le costruzioni, «la decisione potrà dirsi socialmente digeribile e l'operazione nel suo complesso potrà avere un significato solo se i proventi così realizzati da Anas verranno, come precisa il decreto, destinati alla gestione ed alla manutenzione straordinaria delle tratte amministrate - dice la vice presidente Gabriella Gherardi - Così, infatti, il sacrificio degli utenti si trasformerebbe in un vantaggio sociale, in termini di maggiore sicurezza dei percorsi quanto a messa a norma e manutenzione programmata».

Il ministro Matteoli: «Convocherò il tavolo tecnico sui raccordi»

ROMA - Si farà il tavolo tecnico, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per discutere della sovrattassa sui raccordi autostradali di Roma e del Lazio e dei fondi che l'Anas ne ricaverà, stimati in 35-40 milioni di euro l'anno. Ieri il ministro Altero Matteoli ha annunciato di voler aderire alla proposta lanciata il giorno prima, dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, in una lettera inviata allo stesso ministro e al presidente dell'Anas Pietro Ciucci. «Convocherò al più presto il tavolo con il Comune di Roma e le realtà interessate», conferma Matteoli.
L'iniziativa era partita dal Campidoglio, che chiede al ministro «di studiare la possibilità di raccogliere queste risorse non attraverso un aumento agli utenti ma attraverso una rinegoziazione del Contratto di Servizio con Autostrade per l'Italia, gestore monopolistica di tutta la rete autostradale». Ma anche «di vincolare i risultati economici dell'aumento dei pedaggi dell'area romana ad opere infrastrutturali di manutenzione stradale ricadenti sul territorio, secondo una logica federalista». Infine, il Comune di Roma propone di «studiare una rimodulazione delle tariffe o una scontistica per evitare che questi aumenti ricadano principalmente sulle spalle dei lavoratori pendolari che ogni giorno escono dai caselli di accesso a Roma per compiere solo un breve tratto di autostrada».

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