PESCARA - Come Alemanno. Gliel'ha detto ieri per telefono: «Lasciami l'auto, che il Gra lo sfondo pure io». Comunità d'intenti e di ricorsi tra il Lazio e l'Abruzzo, l'annuncia l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra che del sindaco di Roma è amico per la pelle: la Regione sta preparando il ricorso al Tar contro i pedaggi, lo presenterà insieme alla Provincia di Pescara che ha già dato il suo ok e a quella di Chieti che probabilmente glielo darà venerdì, giorno fissato per un incontro a tre.E' imbufalito Morra, non ci sta a sentire le pernacchie contro il Sud, «che discorso è quello secondo il quale sulla circonvallazione di Milano e su molte altre arterie del Nord i pedaggi già si pagano, mica vogliamo paragonare le infrastrutture del Nord al nostro asse attrezzato?». Proprio per niente: «L'asse è una "strada coatta" - aggiunge l'assessore - nel senso che siamo costretti per forza a percorrerlo. Ma è un imbuto sempre intasato, e spesso pericoloso». Il sud non vuole pagare i pedaggi ingiusti. «Non solo: gli abruzzesi rischiano di pagare più di tutti. All'ingresso dell'autostrada per Roma e un'altra volta all'imbocco del raccordo. Siamo pazzi?». Per questo Morra ha telefonato ad Alemanno per concordare una strategia comune, sono tanti i motivi di confusione. Primo fra tutti, le modalità di pagamento: «Manca, tra l'altro, una circolare che chiarisca dove e come vanno effettuati i pagamenti. E poi sono d'accordo con Alemanno quando dice che vanno rivisti i termini del contratto monopolistico con la società Autostrade, non è possibile che i costi della manovra vadano a gravare solo e soltanto sugli utenti». C'è un altro aspetto che va considerato: che a fare le spese di questo nuovo balzello siano proprio i più deboli. Spiega Morra: «Chi pagherà? Magari gli autotrasportatori, il dializzato che va a farsi le cure fuori, il pendolare. E non vorrei che alla fine i pedaggi attivino il cosiddetto "pendolarismo del risparmio", cioè l'abitudine ad uscire una stazione prima per evitare il pagamento, creando così dei veri e propri tappi di traffico». Intanto l'Adoc si prepara a costituire un comitato di pendolari. «Per un pendolare - stima l'associazione consumatori - l'aggravio di spesa annuo arriva fino a 600 euro. Ci opponiamo all'introduzione del pedaggio sull'asse attrezzato, tratto di soli 15 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini. E' scandaloso che chi si reca a Roma debba pagare per ben due volte il pedaggio». Da Pescara a Roma, la rivolta è partita.