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Data: 07/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La manovra economica - Pensioni, dal 2015 serviranno più di 40 anni. Dietrofront sull'invalidità, oggi si affronta il caso-tredicesime

ROMA. La Commissione Bilancio del Senato conclude oggi l'esame degli emendamenti sulla manovra presentati dal relatore Antonio Azzollini. Il provvedimento arriverà alla discussione in Senato domani e venerdì e al voto finale, blindato probabilmente con la fiducia, previsto per il 14 luglio.
Ieri è stato approvato l'emendamento sul patto di stabilità per gli enti locali che prevede tagli per 8,5 miliardi in due anni (4 nel 2011 e 4,5 nel 2012) introducendo una «flessibilità» nella ripartizione tra le Regioni cosiddette virtuose. Vale a dire che saranno premiate quelle che, oltre a rispettare il patto di stabilità interno, hanno spese più basse per il personale in rapporto alla spesa corrente, che vigilano maggiormente sulle false invalidità e tengono sotto controllo la spesa sanitaria. Le riduzioni di spesa, secondo l'articolo 14 emendato, «sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza stato-regioni».
L'emendamento approvato conferma anche i tagli a carico delle Province pari complessivamente a 800 milioni, di cui 300 nel 2011 e 500 nel 2012, e dei Comuni sopra i 5 mila abitanti che si vedranno ridotte le risorse per complessivi 4 miliardi: 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 per l'anno successivo.
Le pensioni sono l'altro punto centrale della manovra ma rappresentano anche un grande punto interrogativo. Infatti l'emendamento votato lunedì in commissione Bilancio, che adegua l'età pensionabile alle aspettative di vita, cancella il requisito contributivo dei 40 anni secondo quanto denunciato della Cgil. «Nell'emendamento - spiega Vera Lamonica della segreteria nazionale - resterebbero i 40 anni di contributi per accedere alla pensione di anzianità ma dal 2015, quando cioè comincerà ad attuarsi l'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita ci vorranno 3 mesi in più per poter andare in pensione: altro che refuso, si torna di fatto a quanto previsto nel precedente emendamento». Secondo la senatrice del Pd, Piera Ghedini, ci sono brutte notizie per i pensionandi perché l'emendamento che introduce la finestra mobile farà scattare la pensione «ad un anno dalla maturazione dei requisiti». La norma non è chiara perché, secondo la senatrice, «il lavoratore pensionando potrà rimanere in servizio per un anno oppure restare senza stipendio e senza pensione per un anno»?
Novità anche sul fronte delle pensioni di invalidità con la retromarcia del governo che ritorna alla soglia originaria del 74% per ottenere l'assegno e non all'85% come voleva il relatore in un primo momento. Saranno aumentate le verifiche per l'accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e di reddito.
La commissione ha dato il via libera agli emendamenti riguardanti le popolazioni terremotate dell'Aquila. E' stata ripristinata la zona franca urbana del capoluogo abruzzese e raddoppiati i fondi da 45 a 90 milioni. La maggioranza ha bocciato una proposta del Pd che proponeva la sospensione delle tasse per tutti fino a dicembre e la rateizzazione per 10 anni con la riduzione del 40%.
Il presidente della Commissione spiega che oggi saranno depositati gli emendamenti annunciati su sicurezza (che dovrebbe eliminare i tagli alle tredicesime, ancora però in sospeso), fisco per le imprese e certificati verdi. Su questi tre temi si fisserà il termine per i sub emendamenti e e si avvierà la discussione.
Ma si tratta di questioni «calde». Ad esempio, se venisse approvata la norma che abroga l'obbligo di ritiro dei certificati verdi da parte del gestore dei servizi elettrici, commenta allarmato il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari, «avrebbe effetti gravissimi sullo sviluppo delle fonti rinnovabili». Sul fisco per le imprese, si tratta degli impegni assunti con la Marcegaglia sulle compensazioni tra debiti e crediti d'imposta e sugli accertamenti fiscali da alleggerire.

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