Finisce in rissa la manifestazione a Roma: alcuni provano a forzare il blocco, due feriti. La Polizia: «C'erano degli infiltrati dei centri sociali».
ROMA - C'era tutta ieri la rabbia dei 5mila terremotati scesi in piazza nella Capitale. La "marcia su Roma" degli aquilani, così come è stata ribattezzata dagli organizzatori, tra i quali l'assemblea del presidio permanente di piazza Duomo e i comitati "3.32", "Rete Aq" e "Cittadini per Cittadini", per chiedere la sospensione delle tasse, occupazione per i terremotati, sostegno all'economia, una tassa di scopo e fondi certi per la ricostruzione, è stata però contrassegnata da tafferugli con la polizia. Tre i feriti in via del Corso, tra cui il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, strattonato e con una caviglia dolorante: «Dopo il terremoto anche le botte» l'amaro commento del primo cittadino in testa al corteo prima di essere ricevuto dal presidente del Senato, Schifani. «Non mi aspettavo il blocco da parte delle Forze dell'ordine, abbiamo fatto sempre manifestazioni pacifiche. Nessuna manganellata, sono stato calpestato mentre cercavo di calmare gli animi» ha rassicurato Cialente. E' andata peggio a due ragazzi. Uno di questi è Vincenzo Benedetti, 30 anni, pizzaiolo aquilano, con la testa fasciata da una vistosa garza e la t-shirt bianca sporca di sangue: «Sono stato colpito da quattro manganellate al secondo blocco delle forze dell'ordine in via del Corso mentre ero di spalle e cercavo di creare un cordone tra manifestanti e polizia per evitare il contatto. Sono stato soccorso da un medico di Paganica che mi ha fasciato la testa, ma ho rifiutato dieci punti di sutura. L'altro ferito si chiama Marco, ha 24 anni e anche lui, come me, non è andato in ospedale». Che non fosse una manifestazione come le altre lo si era capito sin dalle 10 del mattino, quando duemila terremotati arrivati dai comuni del "cratere" (L'Aquila, ma anche da San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri e Sulmona) hanno invaso piazza Venezia e i Fori Imperiali con 40 pullman (gli altri si sono spostati in auto). Nessuno vuole fermarsi al sit-in in piazza Santi Apostoli. Il programma prevede un concentramento a piazza Venezia, poi un presidio davanti alla Camera dei Deputati e nel pomeriggio a piazza Navona. Invece, i cinquemila (gli organizzatori diranno ottomila) "armati" di caschetti, bandiere nero-verdi, fischietti, vuvuzelas e campanacci vogliono raggiungere piazza Montecitorio. Ma via del Corso è bloccata dalle forze dell'ordine in tenuta anti sommossa. Off limits anche via del Plebiscito dove c'è Palazzo Grazioli, residenza del premier. Sale la tensione. Alcuni terremotati si sdraiano a terra, bloccando il traffico: decine di corse del trasporto pubblico saltate, oltre 50 linee di bus deviate. Il centro di Roma è paralizzato. Alle 11.30 i manifestanti ottengono una prima vittoria: entrano in via del Corso al grado di "L'Aquila, L'Aquila" e "vergogna, vergogna". Il corteo sfila in maniera pacifica, gli aquilani distribuiscono volantini ai negozianti, qualche commerciante abbassa le saracinesche. «Solo 150 manifestanti sono autorizzati a passare» si sgola il deputato aquilano del Pd Giovanni Lolli, anche lui in un primo momento dato per ferito. «Sto bene, nessuna manganellata» assicura. Ma a Palazzo Chigi c'è già la protesta di disabili e invalidi civili contro la manovra. Interviene l'ex pm Di Pietro, invitando la polizia a fare avanzare gli aquilani perché «anche i terremotati hanno diritto di manifestare». Il corteo viene fatto deviare in via di Pietra. I manifestanti raggiungono piazza Colonna e bloccano di nuovo il traffico in via del Corso. Qui improvvisano un comizio, poi alle 14 forzano il blocco posto a piazza Venezia, a poche decine di metri da Palazzo Grazioli, dove è in corso il vertice del Pdl con Berlusconi. Spintoni, urla e slogan anti-premier: «Hai sfruttato il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio». Poco dopo si dirigono verso il Senato. Passano per via delle Botteghe Oscure, anche qui traffico in tilt, e a piazza Navona contestano il deputato Pdl Maurizio Scelli: «Buffone, servo».