PESCARA. «Bene hanno fatto la Regione e le Province di Pescara e Chieti ad annunciare il ricorso alla giustizia amministrativa per contestare gli aumenti dei pedaggi autostradali in vigore dal 1º luglio scorso in base al decreto Tremonti sul contenimento della spesa pubblica». Lo afferma il presidente regionale della Cna, Italo Lupo, che nel garantire sostegno della sua organizzazione all'azione giudiziaria intrapresa da parte degli enti locali interessati, sottolinea come «nonostante le tante assicurazioni arrivate anche in queste ultime settimane, pure da fonti autorevoli, il balzello a carico degli automobilisti e dei lavoratori del trasporto che ogni giorno percorrono l'asse attrezzato Chieti-Pescara sia cosa fatta e pienamente operativa». L'esazione degli aumenti, secondo il presidente della Cna, realizzata attraverso i caselli delle autostrade A14 e A25, infatti, colpisce indiscriminatamente tanto chi l'asse attrezzato utilizza, tanto chi non lo fa. «Perché se è vero che ci si può muovere senza pagare dentro il perimetro dell'arteria», commenta, «è vero pure che chi esce alla barriera di Brecciarola per salire a Chieti, dunque senza percorrere l'asse attrezzato, paga lo stesso per un servizio che non usa. E lo stesso capita a chi entra dopo aver percorso magari solo pochi metri sull'asse attrezzato».
Anche l'assessore alle Infrastrutture e vice presidente della Regione Alfredo Castiglione interviene sul problema del pedaggio sull'azze attrezzato e prende posizione: «Da cittadino e da politico plaudo all'iniziativa delle Province di Pescara e Chieti per aver deciso di opporsi all'aumento del pedaggio sull'asse attrezzato, dando seguito all'azione, forte e determinata, avviata dal collega di giunta Giandonato Morra». «Non c'è dubbio», conclude l'assessore, «che in questo momento bisogna individuare dove trovare le risorse necessarie a garantire i servizi ai cittadini e ad evitare una crisi simile a quella della Grecia, ma sono convinto che una riflessione maggiore potrà garantire questo risultato senza penalizzare i cittadini».