Gli autoferrotranvieri romani in sciopero il più forte alleato per creare disagio ai cittadini lo hanno trovato nelle temperature tropicali che ieri hanno investito la capitale, una delle città più calde d'Italia con i suoi 33 gradi. Ai capolinea e alle fermate centinaia di mancati viaggiatori esausti, tutti a sperare che passasse qualche autobus crumiro. Ma ne sono passati pochi e perciò lo sciopero nazionale di 24 ore dei trasporti, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl trasporti, Orsa trasporti, Faisa e Fast «a sostegno della vertenza per il nuovo contratto della mobilità che va avanti da due anni», questa volta ha colpito davvero duro. «Alle 10.30 hanno incrociato le braccia il 70% dei lavoratori del trasporto pubblico locale (autobus, tram e metro) - spiegano dall'Atac, snocciolando i dati parziali della protesta - alle 15 ha scioperato il 65% degli addetti». Percentuali bulgare sono state rilevate anche dal Cotral: «Sulle tratte Roma-Viterbo, Roma-Frosinone, Roma-Rieti e Roma-Latina - dicono dall'azienda - l'adesione degli autisti alle 15.30 è stata del 76,87%, in pratica non è stato effettuato l'84,30% delle corse». Traffico impazzito, varchi aperti nella ztl, Persone ammassate a centinaia sulle banchine della metro e vagoni carichi come carri bestiame. Poi alle 8.30 cancelli chiusi fino alle 17.30. Una scena già vista quella che si presentava ieri mattina - il pomeriggio è stato anche peggio - alla stazione della metropolitana di Roma Termini. Dal centro alle periferia, bus e tram con il contagocce. Chiusi anche i punti informativi per "strike" si legge sui cartelli scritti a penna. Risultato? Code ai taxi alla stazione centrale (ma auto bianche introvabili nel pomeriggio a piazza della Repubblica e piazza Barberini così come al mattino a piazzale Partigiani) attese snervanti di oltre un'ora ai capolinea. Ci sono studenti e casalinghe che boccheggiano sui marciapiedi, manager che spingono il trolley, turisti di ogni età seduti sui bagagli. I capolinea - da Termini a Ostiense, da Trastevere a San Silvestro - praticamente deserti, le poche vetture parcheggiate sono fuori servizio o destinate alla rimessa. «Dovrò prendermi un giorno di ferie - protesta Angela Mammana, 29 anni, impiegata, alla fermata di Termini -. Da più un'ora aspetto il "170" per raggiungere l'ufficio a San Paolo, ma del bus neanche l'ombra. Ho chiesto ad un'autista quando sarebbe arrivato e mi ha risposto "Solo Dio lo sa"». «Nessuno in Italia sciopera tanto quanto i ferrotranvieri, forse non risentono della crisi. Io però devo sbrigare delle pratiche di lavoro a Trastevere poi ad Ottavia - sbotta Claudio Profenna, bancario - Chiederò a mio figlio di accompagnarmi in motorino». «Lavoro in centro e abito a Montesacro ma non posso permettermi un taxi» si dispera Valeria Pistolese, impiegata. Naturalmente traffico in tilt un po' ovunque (Muro Torto, Lungotevere, via Cola di Rienzo, via Nazionale, via Cavour, via Principe Amedeo, Fori Imperiali, via della Conciliazione) perché i romani, complice la decisione del Campidoglio di disattivare le telecamere di controllo ai varchi Ztl nella fascia diurna, hanno usato quasi tutti l'auto per i loro spostamenti.