ROMA Resta il gelo con le Regioni, arriva una prima schiarita con i Comuni che potrebbero ricevere presto il trasferimento dallo Stato di alcuni tributi in vista della "tassa unica" prevista dal federalismo. E' un bilancio articolato quello degli incontri sulla manovra fra governo ed enti locali che hanno scandito la giornata di ieri. Davanti al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, e ai rappresentanti prima delle Regioni e poi dei Comuni, a condurre le danze è stato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che è tornato a spiegare le ragioni dei consistenti tagli (4 miliardi per le Regioni; 1,5 per i Comuni) previsti per l'anno prossimo assicurando al tempo stesso che non ci saranno tagli per i cittadini.
Il "no" degli enti regionali è stato netto e ancora una volta è stato guidato dai rappresentanti delle Regioni "ricche" come Vasco Errani (Emilia) e Roberto Formigoni (Lombardia). I silenzi dei governatori di Regioni che hanno la sanità in rosso come quelli del Lazio, della Campania e della Calabria lasciano pensare però a una diversa articolazione delle posizioni in campo. Si vedrà nelle prossime settimane anche perché governo e Regioni hanno deciso di dare vita «in tempi rapidissimi» ad una commissione ad hoc per analizzare il capitolo sprechi. Inoltre Tremonti ha ribadito - così come ha fatto con i Comuni - che se in autunno i conti pubblici dovessero dare segnali di miglioramento si potrebbe procedere ad una limatura degli interventi.
Per ora però resta il muro contro muro.«Abbiamo ribadito che la riduzione delle risorse è insostenibile - ha sottolineato Errani - pertanto riconsegneremo allo Stato le deleghe su alcune materie che ci sono state trasferite dallo Stato». Un'operazione che in realtà appare tecnicamente complicata poiché per lo scambio di consegne serve anche il consenso dello Stato. Consenso che non c'è. E allora dal fronte delle Regioni arrivano i primi segnali di una possibile guerriglia burocratica a colpi di ordini del giorno, forse di ricorsi giudiziari e così via.
Musica totalmente diversa sul fronte dei Comuni rappresentati dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. L'intesa raggiunta col governo prevede che entro luglio venga varato il decreto attuativo sul trasferimento ai Comuni delle imposte oggi riscosse dallo Stato. Dunque si tratta di un'accelerazione del cosiddetto "federalismo municipale" per la cui nascita effettiva però occorrerà del tempo. Entro ottobre, poi, si avvierà il monitoraggio dei residui passivi e del Patto di stabilità che oggi impedisce di spendere risorse anche ai Comuni in attivo.