l giorno dopo è ancora tutti contro tutti. La manifestazione a Roma (con relativi incidenti) ha acceso la miccia dello scontro politico. Un po' di benzina l'ha versata anche il premier, che ha ribadito un concetto già espresso a più riprese: «Noi abbiamo fatto un intervento immediato dopo il terremoto ed è stato un intervento efficacissimo: la ricostruzione spetta alle istituzioni e alle autorità locali, il Governo deve dare i finanziamenti, cosa che è stata puntualmente fatta». Berlusconi ha detto che «quello che è stato fatto dopo il terremoto aquilano non è mai stato fatto dopo nessun disastro naturale in alcun Paese». Gianni Chiodi ha rafforzato l'idea: «I fondi per la ricostruzione ci sono e ammontano al momento a due miliardi di euro, di cui sono stati usati finora 371 milioni. È fuori di dubbio che i soldi ci sono. Ed è altrettanto fuori di dubbio che la zona franca è stata fatta con più soldi, così come la sospensione dei mutui con l'Abi, la rateizzazione in dieci anni delle tasse e la ricostruzione ovunque, meno che nei centri storici». Secondo Chiodi è «ora di dire basta a certe storie»: «Come commissari abbiamo ereditato debiti per 350 milioni di euro, che il Governo ci deve dare, mentre sono in arrivo 700 milioni di delibere Cipe. Se i Comuni fanno i loro piani arrivano anche i restanti 1,7 miliardi». Il governatore ha anche rivelato di aver ricevuto conferme sul fatto che nella manifestazione «c'è stata l'infiltrazione di persone che preferiscono sfruttare tutte le occasioni per fare strumentalizzazioni».
Dichiarazioni che hanno sollevato la reazione sdegnata dei comitati e delle opposizioni: ad esempio il 3e32 definisce l'ulteriore dilazione della restituzione delle tasse non versate (passata da cinque a dieci anni) «la solita presa in giro». Per il segretario Pd, Pierluigi Bersani, «Berlusconi ha detto parole di cui si dovrebbe vergognare. Noi - ha aggiunto - eravamo al Governo quando ci fu il sisma in Umbria e Marche e Berlusconi vada a vedere come Governo ed enti locali hanno collaborato e come si è sostenuta la ricostruzione». Su questo punto ha replicato la Bergamini (Pdl): «Bersani ha perso il senso del pudore. Arrivare a decantare Prodi per l ricostruzione in Umbria, dopo che quelle popolazioni sono state costrette per anni a vivere nei container di latta, ha dello spudorato». Durissimo anche l'attacco di Lolli (Pd) al premier: «Eviti di parlare di miracoli e si occupi di cose più terrene. Ai territori colpiti dal terremoto in Abruzzo devono essere riservate le stesse condizioni previste per tutti gli altri terremoti». Ironico Bonelli dei Verdi: «Ma Berlusconi non aveva risolto tutto?». Belisario (Idv) definisce il Cavaliere «lo chansonnier di Arcore che straparla»: «Quella sul terremoto - ha aggiunto - è la peggiore strumentalizzazione di un premier nella storia d'Italia». Per la Bindi (Pd) «la stagione delle menzogne si sta chiudendo». Il presidente dei deputati dell'Idv, Donadi, ha detto che «Berlusconi prima ha fatto il salvatore della Patria, ora gioca allo scaricabarile».
Ha avuto una coda velenosa anche la polemica tra Giovanardi e Cialente. Il sottosegretario aveva accusato il sindaco, il giorno del corteo a Roma: «Questi amministratori non sono stati ancora in grado di dirmi come utilizzare 12 milioni di euro che sono a disposizione da maggio 2009». Cialente, che ha ricostruito i passaggi della vicenda, ha replicato: «Questa polemica è stucchevole e mi ha stancato». Il Dipartimento della Famiglia ha ribattuto dicendo che lì è giunta una sola richiesta, per 3,5 milioni di euro». Anche Piccone (Pdl) ha attaccato il sindaco: «Il problema è lui».
I sindacati di Polizia, intanto, hanno ribadito che «i poliziotti hanno fatto il proprio dovere» e che gli scontri «sono stati causati da provocatori dell'area antagonista». I filmati degli incidenti saranno vagliati e nei prossimi giorni sarà rimesso un rapporto alla Procura. Infine la Cassa di previdenza dei ragionieri ha deciso di sospendere i versamenti contributivi del 2009 e del 2010 fino al 31 dicembre 2010.