L'AQUILA - Uno e Trino Massimo Cialente: sindaco dell'Aquila, vice commissario alla Ricostruzione e, da 48 ore, anche commissario ad acta di tutte le spa comunali. La cosa, naturalmente, non poteva non suscitare la reazione immediata del capogruppo del Pdl alla Regione, Gianfranco Giuliante, che ha subito preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta al Difensore civico regionale, Giuliano Grossi. Ma andiamo per ordine. Decorse invano le rispettive scadenze dei mandati delle società, il Difensore civico regionale Giuliano Grossi, con decisione del 1° luglio scorso, ha nominato commissario ad acta delle ex municipalizzate lo stesso sindaco Massimo Cialente. Le aziende commissariate sono Ama, Sed, Asm e Afm i cui Cda, benché scaduti da mesi, hanno continuato a operare, sembra, in modo illegittimo. Il Difensore civico, inoltre, ha intimato al sindaco di provvedere alla nomina dei nuovi Consigli di amministrazione entro 60 giorni. A questo punto non è chiaro se il sindaco intenda subito dimettersi per consentire di rimettere tutto in gioco. L'indugiare di Cialente sembra sia stato dettato dalla necessità di raggiungere la quadratura del cerchio per fare dei Cda delle Spa una stanza di compensazione per creare un nuovo patto di maggioranza, la Regione però ha deciso di non attendere oltre.
Lettera aperta di Giuliante a Grossi, dunque: «Dal 2008 gli organi di amministrazione delle società per azioni del Comune dell'Aquila sono decaduti. Il sindaco Massimo Cialente è stato per anni "assediato" da sigle sindacali e dalla Commissione consiliare di Garanzia e controllo per convincerlo a ricostituire organi che la legge non consente operino in regime di prorogatio, senza ottenere risultati. Si decide, come extrema ratio, di ricorrere al difensore civico, che deve risolvere il problema e rimuovere le illegittimità persistenti in organi di gestione di società comunali, rimuovendo innanzitutto la situazione di inerzia che da due anni vede il sindaco dell'Aquila inattivo rispetto al compimento di atti cui è obbligato».
Continua Giuliante: «Il difensore civico regionale, ovvero la S.V., con nota 695 del 3 giugno 2010 ingiunge al sindaco di procedere entro e non oltre i 20 giorni alla designazione delle nomine. Nulla accade! Finalmente la S.V. prende atto che, nonostante siano trascorsi i termini di legge, continuano a persistere le condizioni di inerzia e illegittimità e che quindi un commissario farà quello che Cialente non ha mai fatto. Un commissario ad acta che non sia inerte (come Cialente) e rimuova le condizioni di illegittimità che per il sindaco. Tutto ciò premesso, si decide di nominare (chi?) Massimo Cialente commissario ad acta per fare quello che il sindaco non ha mai fatto. E per Cialente, commissario ad acta, ha previsto una "paghetta" (250 euro, oltre le indennità di missione e rimborsi), a condizione che la S.V. venga informata costantemente! Se Cialente, inattivo per due anni, dovesse, nei prossimi 60 giorni, sanare la situazione e così ottenere la paghetta (250 euro), giuro cambio città (assist per qualcuno che non aspetta altro!)! Contestualmente mi farò promotore per Grossi sindaco dell'Aquila prossimo venturo: solo un genio, pragmatico e colto, poteva pensare a questa soluzione che ha il pregio di aver individuato un terzo estraneo e per di più a basso costo!».