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Pescara, 22/04/2026
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10/07/2010
Corriere della Sera
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C'è l'accordo, la Panda va a Pomigliano. Vertice Fiat con Cisl e Uil, poi l'annuncio: il nostro piano andrà avanti |
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Operaio al lavoro nello stabilimento di Pomigliano (PhotoMasi)ROMA-Fiat produrrà la futura Panda a Pomigliano. Il gruppo torinese ieri, dopo il referendum sull'intesa che ha realizzato il 62% dei consensi tra i lavoratori, ha rotto gli indugi confermando l'accordo del 15 giugno scorso con Fim, Uil, Fismic e Ugl. Alla riunione attuativa dell'intesa, a Torino, erano presenti l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e i segretari di categoria. Non c'era invece il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani (né tantomeno la Fiom che l'accordo non l'ha firmato), che ha giudicato «sbagliato» da parte della Fiat «scegliersi gli interlocutori al semplice scopo di farsi dare ragione». E ha affermato che tale atteggiamento «apre un problema formale nei rapporti fra Cgil e Fiat». «La decisione di procedere con gli investimenti programmati (700 milioni per Pomigliano, ndr) - ha detto il presidente Fiat, John Elkann - è un importante segnale di fiducia. Significa che crediamo nell'Italia e intendiamo fare fino in fondo la nostra parte. Molte cose stanno cambiando intorno a noi-ha proseguito - e oggi può essere l'inizio di una fase completamente diversa: il successo dipenderà da quanto ciascuno saprà essere protagonista di questo cambiamento». Proprio a questo proposito Marchionne ha inviato a tutti i dipendenti dell'azienda una lettera in cui chiede a tutti di «accettare la sfida con il resto del mondo». Marchionne avrebbe esordito nell'incontro con i sindacati lamentando «un vuoto» della politica e descrivendo maggioranza e opposizione perse dietro a tutt'altri temi. Ma per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l'intesa di ieri è «decisione altamente significativa per l'interesse nazionale e per quello in particolare del Mezzogiorno» anche perché «per la prima volta frutto dell'autonoma capacità delle parti sociali». Secondo Luigi Angeletti, «la Fiom ha sbagliato a non firmare perché l'intesa per la prima volta riporta una produzione in Italia, al Sud». Riferisce Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che «Marchionne ha confessato durante l'incontro di essere stato molto combattuto in questi giorni» circa la decisione da prendere su Pomigliano. Da questo momento in poi, recita il comunicato Fiat sull'intesa, le parti «s'impegneranno per la sua applicazione con modalità che possano assicurare tutte le condizioni d i governabilità dello stabilimento ». Un riferimento forse rivolto all'ipotesi di costituire una newco, una nuova società che riassuma i lavoratori disposti a attuare l'intesa. Ipotesi che dovrebbe realizzarsi già nei prossimi 15 giorni.
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